venerdì 21 settembre 2018

Recensione: Anna

RECENSIONE


TITOLO: Anna
AUTORE: Niccolò Ammaniti
CASA EDITRICE: Einaudi
COLLANA: Einaudi Big
PAGINE: 304
PREZZO: 13,00€

Buongiorno a tutti! Siamo entrati ufficialmente in autunno! E con questo libro stupendo la giornata mi sembra persino migliore di come realmente è. Ho finito di leggere "Anna" stamattina in autobus e questo mi ha lasciata intontita per tutta la giornata. Ho trovato il libro veramente bello e sul finale non si poteva evitare di commuoversi.

Avevo in mente di leggere questo libro sin da quando lo avevo acquistato. Poi però, veniva sempre "superato" da un altro libro e rimaneva sempre lì nello scaffale, buono buono, aspettando pazientemente il suo turno. Se devo essere sincera al 100%, prima di iniziare questo libro ne avevo iniziato un altro. Questo, però, non mi ha colpita subito e mi sono accorda dopo le prime pagine che richiedeva un certo livello di attenzione, cosa che non si riesce facilmente a trovare in autobus alle 7 di mattina, perciò è tornato ad occupare il suo posto in libreria ed io mi sono finalmente decisa a prendere in mano Anna. 

Questo volume è il primo che leggo riguardo al celebre Niccolò Ammaniti. Ovunque, vedo esposto almeno uno dei suoi libri e sono veramente felice di aver letto come suo primo romanzo proprio questo. Adesso sono super invogliata a comprarne altri. 

Il romanzo è ambientato in una Sicilia completamente devastata da incendi e terremoti, derivati tutti dal rilascio di un virus mortale. La particolarità di questo virus però, è che non attacca tutta la popolazione, ma solo gli adulti, o come vengono definiti nel libro i Grandi. I bambini ne sono completamente immuni, questo dovuto ad un ormone che si sviluppa solo dopo la pubertà. Ed è così che incontriamo la nostra protagonista, dalla quale prende il nome il libro: Anna. Inizialmente nel romanzo viene narrata la storia della famiglia di Anna che, dopo la morte dei Grandi, si ritrova alle prese con il suo fratellino Astor. Cercherà di crescerlo proprio come avrebbe voluto sua madre, ma questo si rivelerà molto difficile in un paese dove il cibo scompare velocemente, la tecnologia perde tutta la sua funzionalità e delle bande di bambini sopravvissuti e tornati allo stato quasi primitivo invadono, saccheggiano e distruggono ogni cosa.

Appena iniziato questo romanzo mi sono subito trovata immersa nella storia, incuriosita soprattutto dalla inusuale ambientazione e dalla freddezza con la quale l'autore è riuscito a caratterizzare i vari luoghi e le varie scene in modo da far comprendere a pieno i sentimenti e le emozioni dei vari personaggi. Mano a mano che si continua a leggere, ci si ritrova catapultati in un mondo che assomiglia sempre più ad un mondo post-Apocalittico. 

Come sopra accennato mi sono piaciute molto le descrizioni. Erano crude, aspre, ed anche il linguaggio era ben scelto e adeguato ad una bambina di tredici anni. Dalle descrizioni del passato dei personaggi si riesce a comprendere molto sulla loro personalità e su come le scelte che fanno siano collegate con le esperienze da loro vissute. 

Il libro è, inoltre, carico di messaggi molto forti: innanzitutto fa riflettere sulla protagonista, ovvero su come una ragazzina riesca a provvedere al suo sostentamento e a quello di suo fratello. Inoltre, con le sue varie riflessioni, riusciamo ad entrare in sintonia con il suo modo di pensare e molte volte mi è capitato di provare a mettermi nei suoi panni. Un'altra cosa che traspare dal romanzo è la pietà che l'autore cerca di far provare nei confronti dei personaggi. Ed è proprio così che un cane descritto nei primi capitoli del libro come un cane rabbioso e molto violento, riuscirà a riscattarsi nella fine del romanzo occupando un posto d'onore nel cuore di ogni lettore. Un altro messaggio, è anche come la mente umana, soprattutto quella dei bambini, sia facilmente malleabile e di come possano sprigionarsi degli istinti primitivi nella vita di tutti i giorni. All'interno del romanzo il confine tra la vita e la morte non sarà nient'altro, infatti, che un lieve passaggio, il più delle volte sottovalutato o non preso in considerazione. Molti bambini provano gusto nell'uccidere o nel lottare, senza rendersi conto realmente di quello che fanno. Questo aspetto, mi ha fatto subito pensare ad un altro libro di formazione che avevo letto tempo fa ovvero "Il signore delle mosche" di William Golding. Ne "Il signore delle mosche" però non mi è sembrata di essere presente interamente nella lettura come in "Anna". 

Una cosa che mi è piaciuta molto, oltre a tutte quelle sopra elencate, è stata lo stile con il quale Ammaniti abbia scritto il romanzo. Il linguaggio non era nè scontato o debole, nè difficile o con periodi lunghi e complessi. Ho finito il libro senza che me ne accorgessi provando una strana tristezza per il fatto di dover abbandonare Anna e suo fratello Astor. Alla fine del libro erano diventati dei veri e proprio compagni, cosa che mi è successa solo in pochi altri libri.  

Consiglierei questo libro a tutte quelle persone che magari si sentono un po' giù di tono per riflettere sui messaggi della vita, e per apprezzarne ogni momento. Concludo dicendo che io ho amato questo libro e che spero piaccia anche a voi.

Mi raccomando, fatemi sapere quale libro di Ammaniti vi è piaciuto di più!  

venerdì 14 settembre 2018

Recensione: La principessa di ghiaccio

RECENSIONE


TITOLO: La principessa di ghiaccio
AUTORE: Camilla Läckberg
CASA EDITRICE: Marsilio
COLLANA: GialloSvezia
PAGINE: 464
PREZZO: 12.00€

Ed eccomi con una nuova recensione! Si, si, lo so che vi eravate subito abituati al fatto di trovarne una, o almeno un post, mediamente ogni settimana, ma come ben saprete... è ricominciata la scuolaaa! Non posso ancora credere che le vacanze siano ufficialmente terminate. Io ho ricominciato la scuola il 10 settembre e quindi è quasi una settimana che sono dietro il banco. I tempi di lettura si sono drasticamente ridotti: sono passati dall'occupare la maggior parte del tempo a casa ad occupare il viaggio di andata e di ritorno a casa in autobus (che comprende in totale un paio di ore al giorno). Essendo ancora agli inizi dell'anno scolastico e non avendo quel carico immane di compiti e progetti vari, riesco ancora a giostrarmi abbastanza bene con le varie letture ed i vari post, tuttavia, saranno sicuramente numericamente inferiori a quelli estivi. 
Comunque, bando alle ciance e cominciamo questa bella recensione. 

Quando dovevo scegliere quale libro leggere ero indecisa molto tra questo ed un altro romanzo così, per cercare di evitarmi di andare fuori di testa, ho deciso di fare un post sulla pagina Instagram del blog e... fare scegliere a voi! Il libro che ha ricevuto maggiori voti è stato appunto "La principessa di ghiaccio" di Camilla Läckberg. 

Questo libro racconta di Erika, una giovane scrittrice che, tornata nel suo paese di nascita per occuparsi di alcuni documenti dopo la morte dei propri genitori si trova immischiata nell'omicidio di una sua amica d'infanzia, Alexandra. Le indagini procedono molto lentamente e più vanno avanti più i misteri si infittiscono. Verranno scoperti tantissimi segreti che la popolazione di Fjällbacka ha a lungo taciuto e l'omicidio apparirà collegato ad uno strano caso di scomparsa risalente a quasi venticinque anni prima. 

Questo è il primo libro di Camilla Läckberg che mi capita di leggere. Ho sentito molto parlare di questa autrice soprattutto dopo la pubblicazione di "La strega" uno dei suoi volumi più famosi. All'inizio ero molto curiosa di leggere finalmente uno dei suoi libri e sono stata felice del fatto che, senza rendermene conto, ho iniziato proprio con il primo delitto di Fjällbacka. 

Il libro è stato molto interessante e nonostante la mole è volato abbastanza velocemente. I dialoghi sono pochi e quello che caratterizza molto il romanzo è, secondo me, la presenza di tante descrizioni: siano esse riferite a luoghi oppure a  personaggi. Questo mi ha aiutata molto ad immaginarmi i vari protagonisti e le diverse ambientazioni. Ogni personaggio veniva descritto con dei tratti particolari che ci aiutava ad identificarlo durante la lettura quando avvenivano dei cambi di punti di vista. 

Una cosa che inizialmente mi aveva abbastanza turbato, ma della quale mi sono in seguito abituata è la poca presenza di capitoli. In tutto il romanzo sono presenti solo tre capitoli che piuttosto dividono il romanzo in tre parti fondamentali. L'ultima parte inizia circa a metà del libro e termina alla fine.

Devo dire che all'inizio il libro mi sembrava un po' lento, questo dovuto al fatto delle lunghe descrizioni, ma al contrario di quanto ci si possa aspettare, non mi è sembrato per nulla faticoso continuare a leggere, dato che le descrizioni riguardavano la vita di personaggi sempre nuovi, e questo arricchiva sì la storia ma non la rendeva per niente noiosa o scontata.

Una piccola nota riguardo al finale: nel complesso un po' scontato. Nonostante durante il romanzo ci fossero alcune scoperte che non venivano rivelate (come ad esempio, un foglio rinvenuto nel cestino che lasciava la protagonista esterrefatta, ma che non veniva riferito al lettore se non dopo parecchio tempo) il finale, almeno per quanto mi riguarda era un po' scontato. Avevo dei sospetti già dalla metà del libro, ma avevo individuato il colpevole, quindi il finale, per me, non è stata una cosa molto eclatante.

In generale, però, il libro mi è piaciuto molto e credo che cercherò di comprare tutti i delitti di Fjällbacka, e si intende che quando dico cercherò, molto sicuramente lo farò! Voi avete letto o possedete qualche libro narrante un delitto di Fjällbacka? Me ne consigliate qualcuno? Quale vi ha colpito di più?

mercoledì 5 settembre 2018

Recensione: Il mio cuore cattivo

RECENSIONE


TITOLO: Il mio cuore cattivo
AUTORE: Wulf Dorn
CASA EDITRICE: Tea
COLLANA: I grandi Tea
PAGINE: 345
PREZZO: 12,00 €

Ho finito di leggere questo libro alcuni giorni fa, ma per motivi di tempo ed anche perchè il giorno che l'ho terminato ho dovuto preparare il book haul di agosto, ve ne parlo solo ora. 

Questo è il secondo libro di Wulf Dorn che io abbia letto. Qualche mese fa ho letto, infatti, "La psichiatra" il suo romanzo più famoso il quale mi era abbastanza piaciuto. Quindi, mi aspettavo anche per questo libro una lettura scorrevole, fluida ed intrigante. Purtroppo però, la storia non mi ha coinvolta molto, soprattutto nella parte iniziale dove dovevo impormi di andare avanti con la lettura poichè il ritmo era molto lento e ripetitivo.

Il romanzo racconta la storia di Dorothea, una ragazza di sedici anni. Una mattina Dorothea trova il suo fratellino Kai morto dentro la culla. La cosa che più la spaventa, però, è il fatto che non ricorda niente di quanto successo la sera precedente, quando era lei a dover badare al fratellino. Poco tempo dopo, Dorothea viene ricoverata in una clinica psichiatrica e da lì le cose per lei iniziano a degenerare. Dopo qualche anno e vari problemi sia familiari che sociali, Dorothea viene dimessa e si ritrova catapultata in una nuova casa nella cittadina di Ulfingen. Qui, una notte, farà uno strano incontro. Incontra, infatti, un ragazzo ferito nel proprio garage; tuttavia, al momento dell'arrivo delle forze di polizia, il ragazzo risulterà scomparso e tutti danno la colpa alle sue allucinazioni. Solo il giorno dopo, però Dorothea farà un'agghiacciante scoperta: il ragazzo da lei visto è morto prima del suo arrivo in paese. 

Al momento di acquistare il libro mi sono subito fatta trasportare dalla trama. Mentre lo leggevo però non mi sentivo parte della storia; era come se non riuscissi a farmi un'idea generale, sia dei personaggi che delle vicende che accadevano. 

Una cosa che mi ha destabilizzato molto,  e che in alcuni casi mi ha anche dato parecchio fastidio è stato il fatto di non avere basi su cui aggrappare le mie ipotesi. Essendo un thriller, infatti, c'erano delle indagini da parte della protagonista, ma fino alla risoluzione del caso non ero ancora riuscita a comprendere se il tutto fosse veramente reale o solo frutto delle allucinazioni da parte della protagonista. Essendo un thriller psicologico, c'era da aspettarselo, ed anche conoscendo il modo di scrivere dell'autore, era alquanto scontato che tutte le sicurezze del lettore sarebbero state ribaltate, però in alcuni casi era addirittura frustrante per me non sapere a che cosa credere o meno. Questa cosa, sono abbastanza sicura che sia stata intenzionalmente fatta dall'autore, ovvero magari voleva che noi ci sentissimo come la protagonista che era alquanto scossa, impaurita, arrabbiata con gli altri che non le credevano, ma al tempo stesso non sicura al 100% di ciò che i suoi occhi vedevano. Forse è stato proprio questo fatto a condizionarmi durante tutta la lettura ed a non farmela apprezzare a pieno. 

Detto questo, la lettura, anche se continuata a stento, si è rivelata abbastanza bella, senza tanti colpi di scena tranne che nel finale, che ha avuto un completo capovolgimento delle mie, seppur blande, ipotesi.

Voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate? Qual'è il libro che più vi è piaciuto di Wulf Dorn? Fatemi sapere!

lunedì 3 settembre 2018

Book Haul: Agosto

BOOK HAUL

Anche agosto è ormai finito e tra poco si ricomincia con la solita routine: scuola, lavoro, compiti, impegni e chi ne ha più ne metta... Però con settembre iniziano a tornare anche le giornate piacevoli, trascorse con i colleghi di lavoro o con i compagni in classe. Iniziano a tornare i piumini, e con essi le nuove serie TV da guardare al caldo, magari anche con una bella cioccolata fumante accanto. Cominciano a tornare gli acquazzoni e le corse sotto la pioggia per arrivare a casa. Torneranno le docce calde dove tutti ci sentiremo più rilassati, e magari canteremo anche un po', chissà... Ma soprattutto, tornerà il fuoco nel camino e i libri letti, amati, contemplati sulla poltrona al caldo di un plaid o semplicemente con un micio accanto. Insomma, si tornerà alla regolarità... o almeno si spera! 
Dopo questo momento di riflessione (ogni tanto ci vuole!😉) posso ufficialmente dichiarare chiuso il periodo dei libri letti davanti al ventilatore perchè il caldo è insopportabile o quello con le zanzare che ti ronzano nelle orecchie, ed aperto il periodo del gatto usato come scaldino😃. 
Ma adesso, prima di guardare ancora avanti, devo fare un passo indietro per mostrarvi tutti i miei acquisti del mese di agosto! 

Devo ammettere che fino a circa il 20 di agosto non avevo comprato nessun libro, e questo anche dovuto al fatto che non sono stata a casa e che per svariati motivi non sono riuscita a passare in nessuna libreria. Inizialmente ero preoccupata perchè non sarei riuscita a farvi il book haul, ma anche perchè, nel caso ci fossi riuscita, sarebbero stati pochi volumi... 
Tuttavia, una volta tornata a casa, mia madre ha deciso di organizzare un weekend fuori porta per il compleanno di mio padre, ma date le condizioni di salute precarie di mia nonna, che era in ospedale, abbiamo deciso una destinazione abbastanza vicina ma che potesse accontentare un po' tutti... indovinate? Per quanti hanno detto Roma, vi comunico che è la risposta corretta! Eh già, abbiamo deciso di andare a Roma, e, quando io vado a Roma, non può mancare la visita da... Libraccio! Ed è così che ho fatto un bel bottino che, se non mi dilungassi come mio solito, vi avrei già mostrato. Chi mi segue sulla pagina Instagram, avrà sicuramente già visto tutti i miei post o storie, e quindi sarà già un po' avvantaggiato ma... niente paura, iniziamo!

I primi cinque libri che vi mostrerò sono stati acquistati da Libraccio:

"Corsa verso il baratro" di Elizabeth George.
"Come ogni mattina, malgrado il freddo, Elena Weaver, giovane e bella studentessa del St. Stephen's College di Cambridge, esce all'alba per andarsi ad allenare lungo il fiume. Qualcuno, però, la sta aspettando. Un delitto assurdo, perpetrato con spietata ferocia. Elena, benchè sordomuta, era piena di vita, di sensualità e al tempo stesso di innocenza che nessuno riesce a spiegarsi una fine tanto orribile. La tragedia ha un impatto devastante sul mondo dorato del college inglese, cui appartiene anche il padre della ragazza, stimato professore che aspira a una cattedra di prestigio. E forse la verità va ricercata proprio in quell'universo rarefatto, oltre che nella cerchia familiare. Il college chiama in causa New Scotland Yard, e tornano in scena l'ispettore Thomas Lynley e il sergente Barbara Havers, pronti a rovistare negli armadi più oscuri dell'esclusivo ambiente di Cambridge, sicuri di trovarvi, fra ampie toghe e letture shakespeariane, ben più di uno scheletro. Ma incontrano subito grossi ostacoli, primo fra tutti la difficoltà di inquadrare la personalità della vittima."
Mi sono trovata con questo libro in mano mentre cercavo in una parte con le super offertissime nuove. Ho comprato questo libro quasi a metà del suo prezzo iniziale ed è nuovo. Come essere più felice di così?

"Il giardino di pietra" di Kjell Eriksson. 
"E' una calda giornata di giugno, Josefin Cederén cammina con la figlia Emily lungo la strada di un quartiere residenziale di Uppsala, quando improvvisamente una macchina le investe con violenza, uccidendole. Quello stesso giorno, scompare Sven-Erik Cederén, marito e padre delle due vittime, ora principale sospettato del duplice omicidio. Ma davvero si è trattato di un dramma privato? E' possibile che un uomo arrivi ad annientare la propria famiglia? Alla guida delle indagini, Ann Lindell, trentacinque anni, da quindici all'anticrimine di Uppsala, non ne è del tutto convinta. C'è anche un'altra pista che si fa strada: Cederén potrebbe essere coinvolto in un clamoroso scandalo farmaceutico internazionale. Impegnata nelle ricerche con la determinazione che la distingue, Ann intanto sente sempre più forte il desiderio di una vita normale, ma proprio quando è convinta che le cose comincino a girare nel verso giusto, si trova improvvisamente davanti a una scelta decisiva che rimette tutto in discussione."
Questo libro, invece, mi ha attratta molto per la sua trama. Inoltre, anche questo lo ho pagato a metà prezzo nonostante fosse nuovo, e quindi un altro motivo per portarlo a casa con me. 

"Parla con i morti" di Harry Bingham.
"Fiona Griffiths, giovane detective della polizia di Cardiff, qui al suo primo caso, ha l'incredibile capacità di sviluppare un rapporto comunicativo con i defunti: proprio come se riuscisse a parlarci. Duplice omicidio: una giovane donna e la figlia di sei anni sono trovate uccise in un appartamento dei quartieri malfamati di Cardiff, nel Galles. La casa è in condizioni terribili, eppure nell'angolo di una stanza giace la carta di credito di un miliardario scomparso sei mesi prima in un incidente aereo. Del caso viene incaricata l'agente investigativo Fiona Griffiths, da poco arrivata in polizia. Fiona è sicura che la morte di madre e figlia sia solo la punta dell'iceberg di un mistero ben più complesso, e si getta a indagare su quella che si rivelerà poi una terrificante realtà. Ma anche Fiona ha tanti segreti da nascondere, reduce com'è da un pesantissimo esaurimento nervoso; e, mentre lei stessa cerca di dare un senso logico alla bizzarra scena del crimine, è al lettore che spetta ricostruire come in un puzzle le parti mancanti del passato della detective. Perché Fiona è così affascinata dai morti da pensare di poterci parlare?"
Questo volume l'ho acquistato a metà prezzo essendo usato. Come constato ogni volta, i libri usati da Libraccio sono sempre quasi come nuovi. Vengono sottoposti sempre ad un'analisi accurata ed il cliente rimane sempre soddisfatto. Questo volume, tranne per delle pieghe sulla costina laterale (normalissime per il formato tascabile) è praticamente nuovo. Incuriosita molto anche dalla trama, non ho potuto che prendere anche lui.

"Tutti i bambini tranne uno" di Philippe Forest.
""Il lungo anno in cui morì nostra figlia fu il più bello della mia vita." Una frase così, la può dire solo un padre: un padre sfacciatamente innamorato, arrogante, disperato, esibizionista, inerme, sarcastico, corazzato di tutta l'eloquenza della lingua francese. Philippe Forest ci racconta la vita e la morte di Pauline dal primo all'ultimo giorno. Pauline è una bambina di tre anni che ha un lieve dolore al braccio sinistro. Il pediatra, un po' preoccupato, le prescrive una serie di analisi. Si tratta di un cancro rarissimo che si diffonde rapidamente e le fa gonfiare l'arto. I genitori, Alice e Philippe, seguono costernati l'ingranaggio clinico. Dopata di morfina, la bimba subirà un'operazione... è un successo di breve durata, la "pallina" torna e con essa il dolore. Dopo il calvario di più ospedalizzazioni risulta che il male ha raggiunto un polmone. Una seconda operazione riesce, ancora una volta, a sopprimere il tumore e tuttavia "il cancro era come una fiamma che correva su un grande foglio di carta". Si estende all'altro polmone, impedisce alla bimba di respirare. Stavolta è veramente la fine, è soltanto una questione di ore, di minuti. I genitori assistono alla morte della loro unica figlia. Questa la trama, fredda, spietata. Philippe Forest non lo è. Con una scrittura vibrante e poetica racconta le giornate di vacanza con Pauline, i suoi giocattoli preferiti, le fiabe condivise, la pazienza e il coraggio di quella creatura, la sua maturità di fronte al dolore e all'impensabile. Intreccia e fonde questa storia con la storia della letteratura, lascia che venga sbranata dalla letteratura proprio perché ha imparato che i corpi amati scompaiono, mentre le parole che verranno fabbricate dopo la morte non salvano e non abbelliscono nulla." 
Questo libro ha avuto una diffusione pazzesca ultimamente, dopo che la casa editrice Fandango Libri, gli ha regalato una nuova copertina. Apparso mille e mille volte su Instagram e con un successo clamoroso, è tornato sugli scaffali di tutte le librerie. Avevo già da diverso tempo programmato di comprarlo e quando l'ho trovato da Libraccio usato ma in perfette condizioni (sembra completamente nuovo) l'ho subito preso, e non me ne pento. Non vedo l'ora di leggerlo.

"Bella mia" di Donatella Di Pietrantonio.
"Ritrovarsi alle prese con un adolescente taciturno e scontroso che è quasi uno sconosciuto, improvvisarsi madre quando quell'idea di sé era già abbandonata da tempo. È ciò che succede a Caterina, la protagonista di questa storia di intensità e dolore implacabili, quando Olivia, la sorella gemella che sembrava predestinata alla fortuna, rimane vittima del terremoto dell’Aquila lasciando il figlio Marco semiorfano. Il padre, musicista di fama, vive a Roma e non sa come occuparsene, perciò tocca a Caterina e alla madre anziana prendersi cura del ragazzo, mentre cercano di dare forma a un lutto schiacciante. Ed è in questo adattamento reciproco, nella nostalgia dei ricordi, nei piccoli gesti gentili o nelle attenzioni di un uomo speciale che può nascondersi l’occasione di una possibile rinascita. Bella mia, titolo ispirato a una canzone abruzzese dedicata alla città dell’Aquila, è un romanzo che parla con straordinaria forza poetica dell’amore e di ciò che proviamo nel perderlo. Ma soprattutto della speranza e della ricostruzione: la ricostruzione di una città squassata dal sisma e la ricostruzione ancora piú faticosa della fiducia nella vita. Il libro, uscito nel 2013 e già candidato al Premio Strega, è stato vincitore del Premio Brancati e del Premio Vittoriano Esposito: ora torna con una nuova veste e una inedita postfazione dell'autrice."
Questo libro lo ha acquistato mia madre, sempre da Libraccio, era da molto tempo che lo stava cercando e, come me, è stato molto contenta di riuscirlo a trovare tra gli scaffali. Conto di leggerlo anch'io.

I prossimi due libri che vi mostrerò, li ho comprati sempre a Roma durante il weekend ma non da Libraccio, bensì dalla libreria Feltrinelli presente nella Galleria Alberto Sordi:

"Formicae" di Piernicola Silvis.
"La voce al telefono dice che Livio Jarussi, il bambino scomparso da due anni, è vivo e sta bene. Aspetta soltanto di essere riportato a casa, dai suoi genitori. Quando la polizia arriva nel luogo indicato dalla voce anonima, una discarica alla periferia di Foggia, trova una scena sconcertante. Qualcuno ha allestito un terribile quadro rituale. Sepolto malamente tra i rifiuti c'è il corpo di Livio. Sulla misera tomba, come un lugubre ornamento, si alza una croce di legno e ferro. Per Renzo Bruni, alto funzionario del Servizio Centrale Operativo, questo ritrovamento significa tornare a occuparsi di un caso che più di ogni altro l'ha tormentato in passato, come poliziotto e come uomo, di un caso dove ritrova un suo fiero avversario, Zio Teddy, in una partita a due, giocata con gli strumenti del male."
La prima cosa che mi ha colpito di questo libro (anche se così non dovrebbe essere...) è stata la copertina. I colori giallo e nero mi hanno subito attirata, ed una volta letta la trama di copertina, sono rimasta veramente con la voglia di vedere come si sarebbe svolto il caso. Anche questo libro ha avuto nel complesso un grande successo e per questo motivo ho deciso di dargli anche io un'opportunità. 

"Nero di luna" di Marco Vichi.
"Emilio Bettazzi giovane scrittore di Firenze va ad abitare in una grande casa in campagna che un suo amico, prima di morire, aveva preso in affitto. E' convinto che sulle bellissime colline del Chianti riuscirà a scrivere un romanzo. Ma fin dai primi giorni gli succedono strane cose. Sente le voci concitate di un litigio provenire da una villa che, a detta di tutti, è abbandonata da anni. Vede nella notte una sagoma umana mezza nuda che corre nei campi. E scopre che da tempo si verificano stragi di galline e conigli che nessuno sa spiegare, nemmeno i carabinieri. Emilio cerca di venire a capo di quei misteri, facendo domande, raccogliendo storie, scrutando volti e gesti, fino a spingersi di notte dentro la villa e nei boschi. Quello che scoprirà lo lascerà sbalordito, ma lo legherà per sempre a quei luoghi."
Anche qui un merito particolare va alla casa editrice per la copertina che a me piace tantissimo, inoltre, mi sono appena resa conto che entrambi i volumi acquistati quel giorno dalla Feltrinelli, hanno come colori principali sulle copertine il giallo ed il nero. Vabeh, quel giorno ero in vena di questi due colori. A voi capita qualche volta di acquistare diversi libri e poi rendervi conto che i colori sulle copertine si somigliano? Fatemelo sapere!

Quest'altro libro, invece, l'ho comprato proprio qualche giorno fa, andando nella mia libreria di fiducia. 

"Ogni nostra caduta" di Dennis Lehane.
"Rachel Childs ha tutto ciò che aveva sempre desiderato. E sta per perdere ogni cosa. Dopo anni di studio e duro lavoro, mossa costantemente da un animo indagatore, Rachel riesce a diventare una giornalista di successo. Donna tormentata e imprevedibile, ha ancora addosso il peso di un'ingombrante figura materna, insieme al mistero mai risolto sull'identità del padre. Ma ha raggiunto un equilibrio e la sua vita procede felicemente. Fino al crollo. A seguito di un'umiliante crisi di nervi, traumatizzata, si ritrova a vivere come una reclusa, abbandonata da tutti. E' un evento inatteso in una sera di pioggia a stravolgere profondamente la visione che Rachel ha di se stessa, oltre che la sua vita privata. Un incontro con un uomo che torna dal suo passato e che l'aiuta a risollevarsi dal baratro in cui è prigioniera. Ma proprio quando si sente di nuovo sulla vetta, Rachel scopre di trovarsi in realtà sull'orlo di un precipizio ancora più spaventoso. Attirata in una trama intessuta nell'inganno, Rachel dovrà trovare dentro di sé la forza per affrontare le sue più grandi paure e accettare verità che non avrebbe mai potuto immaginare."
Al momento di acquistare questo libro non ne ero convinta al 100%, però mi sono detta: "Massì, compriamolo" e mi sono ritrovata con un nuovo acquisto. Già adesso, però, rileggendo la trama, mi sembra sempre più intrigante e magari anche utile per staccare ogni tanto dalla lunga serie di thriller che sto leggendo ultimamente.

Questo era l'ultimo libro che ho acquistato nel mese di agosto. Spero che i libri che vi ho mostrato vi possano essere stati utili a scoprire nuovi titoli oppure a decide finalmente ad acquistare un libro che volevate da un po' di tempo. Io sono contenta di tutti gli acquisti fatti. E voi? Vi sentite fieri dei vostri acquisti e delle vostre letture fatte in questi mesi estivi? Fatemelo sapere nei commenti!


mercoledì 29 agosto 2018

Recensione: Anatomia di un incubo

RECENSIONE


TITOLO: Anatomia di un incubo
AUTORE: James Carol
CASA EDITRICE: Giunti
COLLANA: Tascabili
PAGINE: 347
PREZZO: 6,90€

Avevo acquistato questo libro in libreria sotto consiglio di una commessa. Mi aveva visto girarmi e rigirarmi tra gli scaffali, indecisa su cosa comprare, ed allora si è avvicinata e mi ha proposto questo libro. Infine mi ha convinto dicendomi che era un volume non molto costoso, ma che si sarebbe rivelato una bella lettura. 

La storia è ambientata a Londra dove, mentre una tempesta di neve turba la popolazione, un folle criminale rapisce delle donne, le tortura per giorni e poi, inspiegabilmente, le lascia libere. La polizia brancola nel buio e così l'ispettore Hatcher decide di rivolgersi al miglior profiler americano: Jefferson Winter. Winter decide di aiutare la polizia, ma più a fondo scavano, più i dubbi che sorgono sono maggiori. Da quanti segreti è composta la vita del criminale? Proprio quando sembrano essere arrivati ad una conclusione, però, i fatti si complicano, fino a coinvolgerli in prima persona. 

Ho deciso di leggere questo libro in un momento di calma, perciò, scegliendolo, mi aspettavo qualcosa di molto coinvolgente con un sacco di azione e colpi di scena. Anche dalla trama di copertina, era la prima cosa che mi era saltata in mente, ma leggendolo mi sono accorta che non era proprio così. Il romanzo si è rivelato nel complesso un bel romanzo, ma non è che mi abbia convinta al 100%... 

La storia inizia in maniera abbastanza lenta e così prosegue fino alla metà, circa, del libro. La trama è molto coinvolgente, ma non ci sono tanti colpi di scena e la suspance, seppur presente, non viene recepita completamente dal lettore. 

Nel finale, che comprende quasi le ultime 50 pagine, è presente maggior tensione, ci sono anche più colpi di scena e le rivelazioni si fanno via via più intriganti. Anche sapendo il nome del criminale sin dall'inizio, i fatti diventano più contorti e misteriosi, rendendo il finale molto scorrevole e fluido. 

Lo stile dell'autore è nel complesso gradevole, anche se non si rivela qualcosa di speciale. La lunghezza dei capitoli è giusta, e ti invita a leggerne sempre uno in più. 

Sono rimasta un po' delusa da come l'autore abbia sviluppato la storia, aspettandomi qualcosa in più, ma tutto sommato, è stata una lettura piacevole, magari ideale da leggere sotto l'ombrellone anche con poca concentrazione.

Voi cosa ne avete pensato? Fatemi sapere! 


sabato 25 agosto 2018

Recensione: Anima

RECENSIONE


TITOLO: Anima
AUTORE: Wajdi Mouawad
CASA EDITRICE: Fazi Editore
COLLANA: Le strade
PAGINE: 505
PREZZO: 18,50€

Ho comprato questo libro durante un viaggio con i miei genitori a Roma, più precisamente da Libraccio+Ibs. Solitamente quando devo acquistare qualche libro online sono molto restia a comprarlo usato in quanto ho paura che arrivi danneggiato o piegato, che è una cosa che non sopporto particolarmente; tuttavia quando capito di persona presso un negozio di libri usati ne compro una marea, potendomi accertare di persona delle condizioni in cui versa il libro. "Anima" l'ho appunto comprato usato ed è praticamente nuovo: le pagine non si sono ingiallite e la copertina non ha perso i suoi colori vivaci, questo anche a dimostrazione della qualità dei materiali usati dalla casa editrice. 

Questo romanzo racconta la vita di un uomo, Wahhch Debch, che tornato a casa un giorno, trova sua moglie brutalmente uccisa. Da qui inizia il suo viaggio alla ricerca del colpevole, ma anche alla ricerca di sè stesso e delle sue origini. Messo duramente alla prova dal suo destino, dimostrerà sempre coraggio, dando anche al romanzo una vena, a mio dire, filosofica grazie ai suoi discorsi ed alle sue riflessioni. 

Questo romanzo mi ha colpito molto innanzitutto per un motivo: la narrazione ha molteplici punti di vista che coincidono con gli animali che Wahhch incontra durante il suo viaggio. Oltre a questo c'è un aspetto che mi ha fatto riflettere: durante le diverse brevi narrazioni, sembrava come se l'autore volesse far ribaltare la cognizione che abbiamo di certi animali. Ad esempio venivano narrati i lati peggiori persino degli animali da noi ritenuti più innocui ed i pregi degli animali più spietati e da noi temuti. Questo ha aiutato a formare molto l'aspetto noir, creando scene brutali, che andavano dritte dritte ad "intaccare" la stabilità del lettore, capovolgendo il suo punto di vista. Alla fine del romanzo mi sono ritrovata a guardare con occhi diversi un gatto, descritto per la sua spietatezza, ed a rivalutare un lupo per la sua fedeltà. 

Un altro aspetto che mi è piaciuto di questo romanzo è che la sensazione di inadeguatezza provata da parte del protagonista unita al senso di spietatezza da parte dell'assassino si mischiavano in modo omogeneo e regolare durante tutto il romanzo, senza avere dei punti particolarmente intensi o dei punti più leggeri, ma lasciando al lettore quella sensazione negativa durante tutto il racconto. 

Lo stile dell'autore è stato sempre molto adeguato, sia nella scelta di termini, sia nelle descrizioni delle scene o degli ambienti. Anche avendo come narratori degli animali, la narrazione non subiva blocchi e non era difficile da comprendere (alcune volte gli oggetti usati dal protagonista non venivano chiamati con il loro nome, ma semplicemente descritti, dato che gli animali in questione, molte volte selvaggi, non conoscono il nome di determinati oggetti usati). 

Una cosa che merita di essere menzionata è il linguaggio usato. Il protagonista si destreggia tra l'inglese, il francese e l'arabo. Dato che nel luogo dove si trova, la lingua che va per la maggiore è il francese, tutto quello che noi vediamo tradotto in italiano non erano altro che le battute in francese. Oltre a questo, però, ci sono delle parti scritte in inglese (partendo dai dialoghi per arrivare a dei ritornelli di canzoni o di inni) e delle parti arabe, revisionate e scritte con l'alfabeto fonetico latino. Per queste ultime è sempre presente una traduzione, mentre per le parti in inglese non è presente, e questo, forse, potrebbe creare dei problemi per la comprensione in caso chi legga non comprenda l'inglese. L'inglese usato però è abbastanza immediato e mediamente semplice. 

Detto questo il romanzo mi ha molto colpito e credo che sarà uno dei miei preferiti di quest'anno non tanto per la trama, perchè era abbastanza lineare e senza tanti colpi di scena (tranne qualcuno sul finale) ma per lo stile di come è stato scritto. Diverso dall'ordinario, con un sacco di punti di vista tra cui destreggiarsi e con diverse lingue incluse nella narrazione. Inoltre ogni punto di vista aveva delle caratteristiche che riuscivano a far capire al lettore di quale animale si stesse parlando, oltre al fatto che veniva sempre indicato il nome latino della specie dell'animale preso in considerazione.

Consiglio questo libro a tutti quelli a cui piace il genere noir. Sono presenti diverse scene aspre e crude, quindi pensateci bene prima di iniziare a leggerlo, perchè poi, una volta iniziato, non riuscirete a staccarvene. E non vi preoccupate nemmeno della mole delle 500 pagine, se vi riuscirà ad ammaliare completamente lo leggerete in un batter d'occhio (io ho impiegato solo tre giorni!).  

mercoledì 22 agosto 2018

Recensione: The spectacular now. L'attimo perfetto

RECENSIONE


TITOLO: The spectacular now. L'attimo perfetto
AUTORE: Tim Tharp
CASA EDITRICE: Piemme
COLLANA: Pickwick
PAGINE: 399
PREZZO: 10,90€

Sorpresi di vedere già un nuovo post? Questo è dovuto al fatto che ho terminato nello stesso giorno sia il libro di Francesco Sole "#ti amo", del quale trovate, appunto, la recensione nel post precedente, sia questo romanzo di Tim Tharp. Solitamente non leggo mai due libri contemporaneamente ma, come già detto nella recensione di #ti amo, questa volta ho fatto un'eccezione in quanto leggevo qualche poesia la sera e durante il giorno leggevo quest'altro romanzo. Questo dovuto principalmente al fatto che non amo leggere delle poesie come se fossero un normale romanzo, ma riesco ad apprezzarle meglio leggendone un po' per volta. Ma adesso non ci perdiamo in chiacchiere e passiamo subito alla recensione di questo volume. 

The spectacular now racconta l'ultimo anno di liceo di Sutter Keely. Sutter è un ragazzo come molti: adora le feste, adora le sue 7up corrette, adora le ragazze, è circondato da amici ma al tempo stesso anche da ex fidanzate. La sua vita trascorre monotonamente prendendo insufficienze nei compiti di matematica, piegando magliette nel negozio dove lavora il pomeriggio e partecipando alle feste tutte le sere. Le cose cambiano quando proprio una mattina dopo una festa, Sutter si ritrova sdraiato in un giardino che non conosce con una ragazza che lo guarda mentre cerca di capire se sia morto o vivo. Questa ragazza è Aimee Finecky. Sutter riesce subito ad inquadrare il soggetto: timida, occhiali da secchiona, T-shirt deformata, camminata strana, ovvero tutto quello che secondo lui delinea un carattere da sfigata. Ed è proprio per questo motivo che Sutter decide di intraprendere una missione: farla uscire dal suo guscio. Ma non tutto è facile come sembra, soprattutto se ci si mette di mezzo anche qualcos'altro. 

Allora, questo libro è stato un po' strano. Mi spiego: mentre leggevo i primi capitoli non riuscivo ad entrare nell'ottica del protagonista e mi ritrovavo molte volte a leggere senza capire nemmeno ciò che stavo leggendo. Ero arrivata al punto di voler abbandonare la lettura perchè facevo proprio fatica a continuare. Nonostante tutto ho voluto dare un'opportunità al romanzo, perciò stringendo i denti ho continuato. La parte finale è stata tutto sommato un pochino meglio del resto, ma nel complesso si è rivelato un libro semplice che, anche avendo un sacco di spunti, non li approfondiva più di tanto. Può essere una bella lettura per una fascia di età 10-12 anni, ma alzando l'asticella si rischia di cadere nel banale. 

Tutto sommato il libro è scritto bene e riesce a caratterizzare i personaggi sia psicologicamente che fisicamente. 

Il finale mi ha lasciata un po' smarrita, non legandosi proprio molto con tutto il romanzo ma vabbè...

Una volta finito il libro, ho deciso di guardare il film uscito nelle sale nel 2013 e, che dire, è l'esatta copia del romanzo. Si ripetono le stesse situazioni e le stesse battute. Adesso, sicuramente un film tratto da un libro deve avere a grandi linee le stesse idee del libro, ma riportare le battute uguali mi sembra un po' troppo. Sarebbe stato piacevole magari farlo con una o due, ma non con tutte quante. 

Voi che ne pensate? Siete più per il libro o per il film, anche essendo molto simili?  

lunedì 20 agosto 2018

Recensione: #ti amo

RECENSIONE

TITOLO: #ti amo
AUTORE: Francesco Sole
CASA EDITRICE: Mondadori
COLLANA: Novel
PAGINE: 282
PREZZO: 16.90€

Chi mi segue sulla pagina Instagram o su quella Facebook, sicuramente si aspettava questa recensione per la moltitudine di post e di storie che ho fatto riguardo questo libro. Premetto che questa sarà una recensione un po' strana per me, dato che solitamente non leggo raccolte di poesie e quindi mi trovo sempre in difficoltà a scrivere recensioni del genere. Detto ciò posso iniziare dicendo che ho acquistato questo libro qualche mese fa (infatti dovrebbe essere in qualche book haul!) principalmente perchè ho amato le poesie di #ti voglio bene, la raccolta precedente di poesie di Francesco Sole edita sempre da Mondadori lo scorso anno.

Questa nuova raccolta di poesie spazia su molti argomenti tra cui in primis l'amore ed il rispetto, la forza che ognuno deve trovare dentro di sè per superare una rottura, ma parla anche di sogni, di coraggio e di amore verso i propri amici e parenti. Insomma, è completa su tutti gli aspetti. 

Sinceramente, le poesie non mi hanno colpito tutte al 100% come in #ti voglio bene ma spero che rileggendole in futuro le sensazioni che proverò saranno differenti e più complete. 

Ho questo libro in lettura da molto tempo dato che leggo le raccolte di poesie un po' alla volta e non tutte insieme scorrevolmente come se fossero parte di un unico romanzo. Credo, infatti, che le poesie debbano essere analizzate e comprese e che non ci sia bisogno di leggerle tutte in una volta, ma che bisogni apprezzarle con calma. 

Una cosa che mi è piaciuta molto a livello di strutturazione della raccolta è l'aver diviso le poesie raggruppandole in quattro macrocategorie: Estate, Autunno, Inverno e Primavera.  Questo mi ha aiutato molto nella scelta della poesia giusta per ogni momento. Ad esempio, se un giorno avevo una spensierata felicità addosso leggevo una poesia nella categoria dell'estate, al contrario se avevo addosso una vaga malinconia leggevo una poesia nella categoria dell'inverno, e così via. 

Ho apprezzato molto, anche il fatto che l'autore sia riuscito ad inserire una specie di "narratore" che guidasse attraverso la lettura delle poesie. Questo mi ha dato l'impressione che la raccolta non fosse solamente una raccolta di normali poesie statiche, l'una scollegata dall'altra, bensì una raccolta collegata e racchiusa in un cerchio che si apre e si chiude. 

Un'altra cosa che mi è piaciuta riguarda il formato del libro: non è un formato classico, bensì è quanto più si avvicina ad un formato tascabile, ma con la copertina imbottita (non rigida). 

Degne di nota sono anche le illustrazioni presenti in abbondanza che caratterizzano l'intera raccolta. 

Nel complesso la lettura è stata piacevole e lineare. Voi che ne pensate? Lo avete letto oppure no? Fatemi sapere nei commenti!   

martedì 14 agosto 2018

Recensione: L'ipotesi del male

RECENSIONE

TITOLO: L'ipotesi del male
AUTORE: Donato Carrisi
CASA EDITRICE: Tea
COLLANA: I grandi Tea
PAGINE: 423
PREZZO: 12.00€

Ed eccomi di nuovo qui! Lo so, lo so, è un po' che non aggiorno il blog ma ho avuto dei problemi con Internet, essendosi rotto il modem del wifi, ma... sorvoliamo☺️
Come vedete oggi ho un Grande libro da recensirvi. Ormai avrete già capito che amo il modo di scrivere di Carrisi e che possiedo gran parte dei suoi libri. Pur avendoli quasi tutti, però, questo è il suo terzo libro che leggo. Non chiedetemi perchè o per quale motivo, ma sono convinta che i libri di Carrisi siano talmente belli che bisogna essere dell'umore giusto e prestare tantissima concentrazione durante la lettura dato che nei suoi romanzi nulla viene lasciato al caso poichè sono presenti molti particolari che poi alla fine hanno una spiegazione che li collega tutti, regalandoci un finale coi botti. 

Protagonista di questa nuova indagine è l'agente Mila Vasquez (già protagonista de "Il suggeritore") affiancata dall'agente speciale Simon Berish. L'indagine inizia quando Mila viene convocata per andare sulla scena del crimine di un pluriomicidio. Anche se riluttante, accetta e la cosa che la lascia più scioccata è il fatto che l'assassino altri non è che un uomo scomparso circa da vent'anni di cui non si avevano più notizie. Il fatto sembra essere già di per sè molto strano e singolare, ma il disegno diabolico che si nasconde nel buio, è molto più complicato di come sembra, e solo chiedendo aiuto all'agente speciale Berish, Mila cercherà di risolvere questo grande enigma.

Spero di non avervi fatto già spoiler riguardo al libro ma io l'ho trovato bellissimo e quindi sarei capace di continuarvene a parlare per ore intere. Una cosa che ho notato è che nei libri di Donato Carrisi quelli che preferisco hanno come protagonista Mila Vasquez piuttosto che quelli con Marcus, ma credo che sia una cosa estremamente soggettiva. Voi che ne pensate? Amate più quelli con Mila o quelli con Marcus?

Il romanzo mi è piaciuto molto per come è strutturato: oltre al fatto di essere scritto in diversi punti di vista è diviso in capoversi ciascuno con il nome del personaggio che verrà approfondito in quella parte. La divisione nei vari capitoli l'ho trovata super riuscita dato che ogni capitolo finiva con un colpo di scena e ti invogliava subito a leggere il seguente, quasi ammaliandoti e facendoti perdere la cognizione della realtà.

Il livello di suspance è veramente ben fatto, non ci sono punti in cui è troppo poco e verso la fine va aumentando sempre di più, lasciandoti inchiodato al libro e senza possibilità di sfuggirgli.

Una cosa che ho già detto ma che ci tengo a precisare è che in questo libro niente è lasciato al caso e anche se una cosa inizialmente sembra irrilevante, in seguito si rivelerà importante per qualcos'altro. A me è piaciuto molto come alla fine, ogni cosa sembrava collegarsi ad un'altra ed insieme formavano un'unica conclusione in grande stile. 

Il finale era in parte prevedibile, ma in parte sconvolgente. Mi spiego: arrivata a metà del libro ero convinta di chi potesse entrarci nel complesso, ed infatti (modestamente!) ci avevo preso, ma la verità era molto più complicata perciò diciamo che ci avevo preso per un 50%... a buon intenditor poche parol, come si dice dalle mie parti.

Nel complesso (come se non si fosse capito) posso confermarvi che il libro mi è piaciuto assolutamente e che ve lo straconsiglio! Spero di trovare qualcuno che come me lo ha amato! Non aspettate oltre e fatemi sapere nei commenti quello che vi è piaciuto di più e quello che vi ha colpito di meno! Aspetto i vostri commenti! 

venerdì 3 agosto 2018

Book Haul: Luglio

BOOK HAUL

Un altro mese è volato via, ah le vacanze! Passano e noi nemmeno ce ne accorgiamo! Voi anche siete in vacanza? Dove siete diretti? Io quest'anno resterò a casa, ma non preoccupatevi, leggerò anche di più! Bene, ma adesso... Si comincia! Anche questo mese è stato molto carico di libri, soprattutto perchè ho usufruito molto degli sconti indetti sui libri Pickwick, che è una delle mie collane preferite.

"Quando tutto inizia" di Fabio Volo.
"Silvia e Gabriele si incontrano in primavera, quando i vestiti sono leggeri e la vita sboccia per strada, entusiasta per aver superato un altro inverno. La prima volta che lui la vede è una vertigine. Lei non è una bellezza assoluta, immediata, abbagliante, è il suo tipo di bellezza. Gli bastano poche parole per perdere la testa: scoprire che nel mondo esiste qualcuno con cui ti capisci al volo, senza sforzo, è un piccolo miracolo, ti senti meno solo. Fuori c'è il mondo, con i suoi rumori e le sue difficoltà, ma quando stanno insieme nel suo appartamento c'è solo l'incanto: fare l'amore, parlare, essere sinceri, restare in silenzio per mettere in ordine la felicità. Fino a quando la bolla si incrina, e iniziano ad affacciarsi le domande. Si può davvero prendere una pausa dalla propria vita? Forse le persone che incontriamo ci servono per capire chi dobbiamo diventare, e le cose importanti iniziano quando tutto sembra finito."
Ho deciso di comprare questo libro non appena l'ho visto nella versione tascabile. Avevo già deciso che lo avrei acquistato ma la copertina rigida non mi piace particolarmente, come avrete già capito, non è semplice da portare nè in borsa nè in valigia, è scomoda da mantenere mentre si legge e si rovina facilmente. Perciò, appena l'ho visto in questo formato l'ho acquistato subito. Questo è il primo libro che ho di Fabio Volo. Spero non mi deluda! Voi lo avete letto? Che ne pensate riguardo sia al libro in questione che all'autore?

"I giorni perduti d'Inghilterra" di Francesco Bucci.
"Mentre si trova a Stonehenge sulle tracce di Dio, il professor Acchiappanuvole, del Club delle Falesie Alte, scopre casualmente l'esistenza di uno strappo nel continuum temporale dell'Inghilterra: dodici giorni apparentemente persi dallo Stato inglese durante il passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano. Il professor Acchiappanuvole è convinto che si sia quindi creato un buco spazio-temporale in corrispondenza di quei giorni e che qualcuno, non contento delle sorti inglesi, stia cercando di sfruttarlo per favorire le forze nemiche - quelle del Kaiser Guglielmo - e far sì che l'Inghilterra venga sconfitta sul campo di battaglia e invasa. Toccherà proprio al professore, aiutato dal suo assistente Franz, dal mitico Carmody, da un druido e dalla giovane scienziata lise, tentare di raddrizzare la situazione, non senza riportare alla luce antichi rancori e vecchi e dolorosi ricordi."
Di questo libro vi ho ampiamente parlato nel momento in cui ho pubblicato su questo blog la sua recensione. Questo libro è stato la mia prima collaborazione con la Casa Editrice Bookabook, che ringrazio nuovamente.

"La treccia" di Laetitia Colombani. 
"INDIA. Smita è un’intoccabile; per sopravvivere, raccoglie escrementi a mani nude. Il suo è un mestiere che si tramanda di generazione in generazione, e che lei ha accettato, sopportando in silenzio. Ma sua figlia non seguirà le sue orme. No, lei andrà a scuola, imparerà a leggere e a scrivere, farà grandi cose. Per offrirle un futuro migliore, Smita sfiderà il mondo.
 ITALIA. Giulia adora lavorare per suo padre, proprietario dell’ultimo laboratorio di Palermo in cui si confezionano parrucche con capelli veri. Un giorno, lui ha un incidente e Giulia scopre che l’azienda è sull'orlo del fallimento. Ma lei non si scoraggia. Per salvare il laboratorio, Giulia guiderà una rivoluzione. 
CANADA. Sarah è un avvocato di successo. Sull'altare della carriera, ha sacrificato tutto: due matrimoni, il tempo per i figli e soprattutto per sé. Poi, però, nel bel mezzo di un’arringa, Sarah sviene e niente sarà più come prima. Per vincere la battaglia, Sarah dovrà scegliere per cosa vale la pena lottare.
Smita, Giulia e Sarah non si conoscono, eppure condividono la stessa forza, la stessa determinazione nel rifiutare ciò che è toccato loro in sorte. Come fili invisibili, i loro destini s’intrecceranno indissolubilmente, dando loro la possibilità di vivere con orgoglio, fiducia e speranza."
Questo è stato un regalo che mi ha fatto mia madre. Conoscendo tutta la sua popolarità non potrà che rivelarsi un libro splendido. Sono molto curiosa di leggerlo e penso che sarà una delle mie prossime letture!

"La locanda dove il mare parla piano" di Emma Sternberg.
"Quando Linn perde in un solo giorno fidanzato, casa e lavoro, pensa che il mondo le stia crollando addosso. Ma di lì a poche ore viene a sapere di aver ricevuto in eredità da una fantomatica zia d'America una casa negli Hamptons. Lasciata la Germania con il primo volo, Linn arriva alla locanda Sussurro del Mare: un'antica villa un tempo adibita a pensione, dotata di parco, discesa al mare e di inquilini fissi (cinque arzilli vecchietti, i migliori amici della zia). Mentre cerca di salvare la casa dai debiti, conquistata dai fantastici cinque e affascinata dai loro racconti, Linn scopre un segreto struggente, di cui resterebbe traccia solo in un quadro, misterioso e introvabile."
Ho scoperto questo libro durante gli sconti Pickwick ed ho deciso di prenderlo. Non so se alla fine si rivelerà molto avvincente e travolgente, ma sono sicura che meriti una possibilità.




"L'uomo del labirinto" di Donato Carrisi.
"L'ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l'avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d'ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l'Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l'unico a inseguire il mostro. Là fuori c'è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l'ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c'è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine... E questa è l'occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L'Uomo del Labirinto l'ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso."
Come ormai saprete, Donato Carrisi è il mio autore preferito di Thriller, perciò non chiedetemi come mai abbia comprato questo libro. Lo avevo seguito sin dalla sua pubblicazione, però inizialmente, ero convinta al 100% che mi sarebbe stato regalato per il compleanno, perciò ho aspettato. Al compleanno al suo posto ne ho trovato un altro... Vi lascio immaginare. D a quel giorno ho deciso che me lo sarei comprata io ma poi rimandavo sempre, fino a quando non ho visto l'edizione tascabile che, come vi dicevo in precedenza, mi piace di più e l'ho comprato senza pensarci due volte.

"Bunker diary" di Kevin Brooks.
"Linus, sedici anni, insieme a quattro adulti e una ragazzina di nove, si trova intrappolato in un bunker, uno spazio claustrofobico da cui nessuno può fuggire. Sono stati rapiti da qualcuno che si è presentato loro ogni volta in modo diverso e non sanno perché sono stati scelti. Spiati da decine di telecamere e microfoni perfino in bagno, dovranno trovare un modo per sopravvivere. "Bunker Diary" è un incubo da vivere sulla propria pelle attraverso le pagine del diario di Linus, in un'escalation di umiliazioni, meccanismi perversi e violenza fisica e psicologica innescati "dall'uomo di sopra"..."
Anche questo libro è stato acquistato con gli sconti. Era da tanto tempo che volevo comprarlo e questa volta è stata quella buona dove mi sono decisa!





"Prima di domani" di Lauren Oliver.
"Se avessi solo un giorno per cambiare tutto? Samantha Kingston ha tutto quello che si potrebbe desiderare: un ragazzo che tutte invidiano, tre amiche fantastiche, la popolarità. E venerdì 12 febbraio sarà un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Invece Sam morirà tornando in macchina con le sue amiche da una festa. La mattina dopo, però, Samantha si risveglia nel suo letto: è di nuovo il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, continuerà a rivivere quella sua ultima giornata comportandosi ogni volta in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l'incidente."
Ho conosciuto questo libro per caso, un giorno, guardando il trailer del film. Ne rimasi molto colpita e decisi di documentarmi maggiormente, scoprendo così, l'esistenza di questo libro. Rimanendo sempre un po' scettica a riguardo, decidevo sempre di rimandare, fino ad arrivare al momento degli sconti...




"Il bambino" di Sebastian Fitzek.
"Robert Stern all'apparenza è un uomo felice. E un avvocato di successo, ha una villa lussuosa a Berlino e una vita di cui è l'unico padrone. Eppure tutto questo nasconde a malapena un tremendo segreto che riguarda il suo passato e continua a tormentarlo: la morte del suo unico figlio a pochi giorni dalla nascita. E adesso che Stern ha acconsentito a un insolito incontro notturno appena fuori città con un'infermiera, Carina, con la quale ha avuto una breve relazione, il suo passato si ripresenta inaspettato nelle vesti di un bambino di dieci anni, Simon Sachs, che ha bisogno del suo aiuto. Infatti il bambino, un malato terminale seguito dai servizi sociali, è convinto di essere stato un assassino nella sua precedente vita. Simon, in seguito a una seduta di regressione presso uno psichiatra, è perseguitato da terribili incubi che sembrano diventare reali e che sono collegati a sparizioni misteriose rimaste irrisolte. Quando Stern e Carina, guidati dal piccolo, scoprono dei resti umani nello scantinato di una fabbrica dismessa, capiscono però che non si tratta solo di una fantasia macabra originata da un serio disturbo psicologico..."
Ho deciso di comprare questo libro nel giro di pochi minuti. In precedenza non ne avevo mai sentito parlare ma cercando nei remanders della Mondadori per trovare un libro che andasse bene per arrivare alla spedizione gratuita (non mi giudicate, tanto lo so che lo fate anche voi!), l'ho trovato. Incuriosita dalla copertina, e dal titolo sono andata aleggere la trama e ne sono rimasta subito ammaliata, perciò adesso anche questo volume fa parte della mi alibreria e non vedo l'ora di leggerlo.

"The spectacular now. L'attimo perfetto" di Tim Tharp.
"Sutter è il tipo che vorreste invitare a ogni vostra festa. Farà ballare tutti quanti. Farà tuffare tutti nella piscina dei vostri genitori. Certo, non è quello che si dice un astro splendente nel firmamento accademico. Non ha piani per il college, e con ogni probabilità finirà in un negozio a piegare magliette da uomo per il resto dei suoi giorni. Ma in città ci sono un sacco di donne, e con l'aiuto di un buon whisky la vita può essere una vera favola. Almeno fino alla mattina in cui si sveglia, con i postumi di una sbronza, sul prato di una villetta qualsiasi e incontra Aimee. Per la prima volta, Sutter può fare la differenza nella vita di qualcun altro... o rovinarla per sempre."
Questo volume aspettava paziente nella mia wishlist tipo da un paio di anni, ma... sorvoliamo. Sono pochi i libri d'amore per ragazze nella mia libreria: soprattutto perchè alcune volte mi annoiano, avendo sempre gli stessi clichè, ma spero che questo si differenzi un po' dagli altri. Speriamo. Inutile dirvi che anche questo l'ho acquistato con gli sconti, tanto ormai l'avete capito che su nove libri di questo book haul, quattro sono stati comprati per gli sconti, uno per la spedizione gratuita, uno è una collaborazione, uno è un regalo e gli altri due volevo proprio leggerli.

Detto ciò, anche per questo mese il book haul è finito. Spero vi sia piaciuto e che abbiate trovato dei nuovi titoli da acquistare. Scrivetemi nei commenti per qualsiasi dubbio o domanda, vi aspetto! 

mercoledì 1 agosto 2018

Recensione: Un delitto quasi perfetto

RECENSIONE

TITOLO: Un delitto quasi perfetto
AUTORE: Jane Shemilt
CASA EDITRICE: Newton Compton Editori
COLLANA: Gli Insuperabili Gold
PAGINE: 313
PREZZO: 9.90€ (promozione Gold)

Ho deciso di iniziare questo libro perchè ero alla ricerca di un thriller leggero e non molto impegnativo. Avevo sentito parlare molto di Jane Shemilt in questo periodo, dato che è da poco uscito il suo nuovo libro: "Una casa troppo tranquilla", così ho deciso di leggere questo suo volume che avevo dentro la libreria da molto tempo per poi decidere se comprare anche quello nuovo. E la risposta è: non lo so. 

La storia racconta le vicende che vedono come protagonista la famiglia Jordan, composta da Adam ed Emma ed i loro tre figli Alice, Zoe e Sam. Adam ed Emma sono entrambi medici e la loro vita viene stravolta quando Adam comunica a sua moglie che ha accettato un progetto di ricerca in Botswana. Emma, inizialmente decide di rimanere a Londra, dove abitano con le figlie, ma quando scopre di essere incinta, anche se riluttante, decide di partire con il marito. Così si trasferiscono tutti in Botswana dove però, una tragedia sconvolgerà nuovamente la loro quotidianità appena riacquistata: il piccolo Sam verrà rapito. 

Nel complesso il libro mi è piaciuto ma ci sono state delle parti che forse avrei cambiato un po'. L'inizio è stato molto lento dato che si intervallavano due lassi temporali:il presente che raccontava le vicende inerenti alla sparizione di Sam ed il passato dove venivano raccontati i mesi che precedevano la partenza; mentre nella seconda parte del  romanzo veniva narrato solo il presente con le relative ricerche per trovare Sam. 

Ho trovato interessanti e soprattutto utili alcuni passaggi della prima parte che aiutavano il lettore a farsi un'idea della famiglia nel suo complesso tenendo conto dei pregi e dei difetti di ogni suo componente. Avrei eliminato alcune parti di descrizioni alquanto prolisse e non importanti per la storia, però il romanzo è stato lo stesso abbastanza completo. 

La parte centrale mi è piaciuta ma senza entusiasmarmi più di tanti. I colpi di scena sono stati pochi e posti soprattutto nel finale. Il finale è stato bello, anche se a mio avviso un po' troppo sbrigativo. Gran parte del libro è incentrato sulla ricerca e scomparsa di questo bambino e la situazione si scioglie, alla fine, in un solo capitolo. 

Una cosa che non mi è piaciuta particolarmente è stato il titolo. "Un delitto quasi perfetto".Vi aspettereste di avere un delitto. Invece il delitto non c'è. Questa cosa mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca e credo che si sarebbe potuto scegliere un titolo più adatto alle vicende inerenti alla storia. 

Per quanto riguarda il linguaggio e lo stile di scrivere dell'autrice non ho niente di particolare da dire. Una cosa che ho apprezzato è stata la lunghezza dei capitoli: nè troppo corti nè troppo lunghi.

Voglio concludere dicendo che quello che mi ero più o meno aspettata dal libro l'ho trovato e che nel complesso è stata una lettura leggera e tranquilla da fare comodamente durante le vacanze.

Credo che prima di acquistare il suo nuovo romanzo aspetterò un po' cercando di farmi un'idea attraverso i vari pareri su Youtube e sul Web in generale.

Voi che mi consigliate? Lo prendo o no? Avete letto questo? Cosa ne pensate?
Fatemi sapere giù nei commenti!