mercoledì 23 maggio 2018

Recensione: Tredici

RECENSIONE

TITOLO: Tredici
AUTORE: Jay Asher
CASA EDITRICE: Mondadori
COLLANA: Oscar Mondadori
PAGINE: 206 (+28 speciali)
PREZZO: 13,50€

Ho iniziato questo libro con tante aspettative, ne avevo sentito parlare ovunque: su Internet, su Youtube, su varie pagine di libri. Poi se ne era riparlato nuovamente quando erano stati venduti i diritti per farci una serie TV. Allora ho deciso di acquistarlo, tuttavia non volevo leggerlo subito perchè ne sentivo parlare dappertutto e non volevo che la mia opinione fosse condizionata dalle altre recensioni, perciò ho aspettato prima che le acque si calmassero un po'. Questo fino a qualche giorno fa quando ho sentito che era iniziata la seconda serie. Purtroppo non avendo Netflix mi resta un po' difficile da vedere e quindi ho deciso di leggere il libro. 

Come credo che tutti sappiano, il romanzo racconta la storia di Hannah Baker. Hannah decide di suicidarsi, ma prima di farlo, decide di registrare delle cassette da poi spedire alle persone presenti su una lista, da lei stessa compilata, con tutte le ragioni che l'hanno portata al suicidio. Il libro inizia quando Clay, un giovane adolescente dalla reputazione impeccabile, riceve queste cassette. Inizialmente pensa che si tratti si un errore non avendo quasi mai avuto a che fare con la suddetta Hannah poichè ne era innamorato perso dalla prima liceo e non trovava quasi mai il coraggio di parlarle. Inizia ad ascoltare le cassette. Ad esse è collegata anche una mappa dei luoghi dove sono successe le cose di cui Hannah parla. Clay decide così di ripercorrere tutto il percorso emotivo di Hannah, durato tre anni, e durante il quale Hannah non faceva che peggiorare sempre di più. 

Il libro mi è piaciuto molto, oltre per il contenuto, soprattutto per il modo in cui l'autore ha deciso di scriverlo. La narrazione, infatti, era dal punto di vista di Clay ma veniva sempre intervallata dalla voce di Hannah proveniente dalle cassette che Clay ascoltava. Scrittura impeccabile, semplice, molto lineare e scorrevole. Le tematiche molto attuali danno, inoltre, molti spunti sui quali poter riflettere. 

Avendo acquistato l'edizione Oscar Mondadori, che è stata stampata dopo i dieci anni dalla prima pubblicazione di "Tredici" ho avuto una copia con dei contenuti extra alla fine. Questi contenuti comprendevano una nota dell'autore che raccontava come era riuscito a scrivere e pubblicare questo romanzo e dell'aiuto ricevuto. Poi, una cosa che mi particolarmente colpita è stata la dichiarazione dell'autore di aver dovuto cambiare il finale del suo romanzo su richiesta della sua editor. Di seguito veniva riportato l'ultimo capitolo che consisteva nel primo finale, e qui, sorpresa, Hannah non era morta. E già! Aveva tentato il suicidio ma i suoi genitori erano arrivati in tempo. La cosa mi ha lasciata sconvolta, poichè avendo metabolizzato il secondo finale ed essendomici preparata durante tutta la lettura del libro, mi è sembrato molto strano il pensiero che Hannah non morisse veramente. Dovendo scegliere il finale migliore tra i due, forse sceglierei proprio il primo, perchè aggiunge credibilità al romanzo. 

Detto questo credo di non dover aggiungere nient'altro su questo libro splendido. Vi consiglio veramente di leggerlo, se non lo avete fatto sino ad ora, e se lo avete fatto rileggetelo perchè le tematiche sono attuali ed è importante parlarne. 

Voi lo avete letto? Se si cosa vi ha particolarmente colpito? Quale finale preferite? 


martedì 22 maggio 2018

Book Tag #1

BOOK TAG: I DARE YOU

Oggi ho avuto una nuova idea... Perchè non intervallare le recensioni ed i book hall con dei book tag? Ho pensato che magari potrebbe essere un modo per conoscerci di più e per entrare più in confidenza. Comunque, bando alle ciance e... COMINCIAMO!

   1-  Quale libro è rimasto nella tua libreria per più tempo?
Il libro che è rimasto più di tutti nella mia libreria senza essere letto è "L'orribile karma della formica" di David Safier (del quale potete trovare la recensione sul blog). Mentre il primo libro che ho comprato è stato "IO E DEWEY" di Vicki Myron.

   2-  Qual è la tua lettura in corso, l’ultima lettura che hai affrontato e quella che affronterai dopo?
 La mia lettura in corso è "Tredici" di Jay Asher. Mi sono finalmente decisa a leggerlo e per il momento mi sta piacendo molto... sono davvero curiosa di scoprire come si è articolata l'intera vicenda! Per quanto riguarda la mia ultima lettura ho letto "La lunga notte" di Linda Castillo (anche di questo libro potete trovare la recensione sul blog). Per la mia prossima lettura non posso dirivi niente perchè io stessa non so quale volume della mia libreria inizierò, in quanto quando devo scegliere un libro passo di fronte alla libreria e devo essere "chiamata" da uno di loro, che poi sceglierò (anche se l'ho già letto) e lo leggerò (o rileggerò). Vi prego, ditemi che anche a voi capita e che non sono l'unica!

    3- Qual è il libro che tutti hanno amato e tu hai odiato?
Allora, questa domanda è abbastanza difficile, in quanto solitamente i libri che non sono piaciuti a me non hanno avuto delle belle recensioni, tuttavia c'è n'è uno che non mi è particolarmente piaciuto ed è: "Il braccialetto della felicità" di Melissa Hill. La storia mi è sembrata noiosa, lunga, scontata e mal costruita. Ho incontrato diverse persone che ne parlavano bene ma io proprio NO.










     4-  Quale libro ti ripeti sempre che leggerai ma probabilmente non lo farai mai?
Un libro che ho nella libreria da molto tempo e che ho provato più volte a leggere senza arrivare nemmeno alla metà è "La regina della casa" di Sophie Kinsella. Non so... non riesco ad entrare nella storia, forse con il tempo magari...














    5- Quale libro stai conservando per la pensione?
A questa domanda potrei rispondere con una marea di libri che "no, adesso non è il momento" oppure "tu sarai la mia prossima lettura" (e poi non lo diventa mai) oppure anche "come ho fatto a comprare questo libro?" e magari rimane lì per non so quanto tempo. Comunque, dovendo ridurre questo grande insieme di libri, ad uno, credo che il più adatto sia "Il bazar dei brutti sogni" di Stephen King. L'ho comprato perchè volevo provare a leggere una raccolta di storie, ma dopo la brutta avventura con "Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi" di Karen Russell (del quale, indovinate un po', c'è la recensione sul blog), ho deciso che magari deve "stagionare" per ancora un altro po' nella libreria.







   
    6-  L’ultima pagina: la leggi all’inizio o la leggi solo alla fine?
Dipende. Se sto leggendo un romanzo la leggo all'inizio, oppure arrivata a metà, in pratica quando mi capita. Al contrario, se sto leggendo un thriller, aspetto fino alla fine per paura di spoilerarmi qualcosa o addirittura il colpevole.

    7-  Prefazione, postfazione, riconoscimenti: un inutile spreco di carta o un’aggiunta interessante?
Assolutamente un'aggiunta interessante! L'unica cosa che trovo un po' noiosa sono i ringraziamenti che nonostante tutto leggo sempre, ma capisco che sono importanti per l'autore, quindi nonostante questo ritengo che non siano uno spreco di carta. 

    8-  Con quale personaggio dei libri scambieresti la tua vita?
Ce ne sarebbero tanti ma quello che preferisco è il personaggio di Meg nel libro "Succede" di Sofia Viscardi. Meg è un'adolescente come me, ha degli amici fantastici che nonostante i litigi la perdonano sempre. Non voglio farvi spoiler sul libro, ma chi lo conosce, capisce benissimo la situazione che vive Meg e mi piace moltissimo il modo in cui lo fa, quindi vorrei essere lei anche per avere un po' del suo stesso carattere. Poi ovviamente, la storia d'amore che ha è spettacolare e somiglia molto a quella che vorrei per me, quindi... sembra perfetta come scelta, no?

    9-  Qual è il libro che ti ricorda un momento specifico della tua vita (un posto, un momento, una persona)?
Il libro che era diventato il mio migliore amico per un diverso periodo è stato "New Moon" di Stephenie Meyer. Questo libro è il secondo della saga di Twilight. Premetto che a me non piacciono le serie, ma questa mi metteva molta curiosità ed ho deciso di acquistarla. Non mi sbagliavo. La saga mi è piaciuta tantissimo, ma il volume che mi è rimasto più impresso è stato appunto New Moon. In questo romanzo la protagonista Bella stava vivendo un momento difficile della sua storia con Edward, ed il punto centrale del romanzo diventano i sentimenti. Viene mostrato come Bella si senta inizialmente tradita, usata, presa in giro, ma poi si vede tutto il suo cambiamento, di come ricomincia a vivere, a provare nuove esperienze, ma anche ad aggrapparsi ai ricordi del passato e a non volerli perdere. Mi piace molto per questo motivo e mi ricorda sempre quando io avevo attraversato un periodo non proprio roseo, inoltre lo avevo più o meno letto proprio in quel momento, quindi l'ho adorato e la mia idea è da quel momento rimasta invariata. 


   10-  Nomina un libro che hai ricevuto in un modo particolare
Per rispondere a questa domanda mi viene subito in mente il libro "Blaze" di Stephen King. Da diverso tempo sono iscritta ad un gruppo su Facebook di amanti di Stephen King, e fin qui nulla di strano. Ogni tanto, alcuni utenti organizzano dei give away sul gruppo ai quali tutti i partecipanti del gruppo che vogliono partecipare possono farlo. Non era il primo a cui partecipavo (senza vincere nulla) ma ho partecipato lo stesso. Mi è stato assegnato il numero 109 e la cosa si è conclusa lì. Alcuni giorni dopo mi arriva un messaggio dall'utente che aveva istituito il give away dove mi dice che la vincitrice ero proprio io. Inizialmente non potevo crederci ed ero convinta che ci fosse una specie di errore (lo so, sono quelle cose che si dicono di solito e che possono sembrare scontate ma io credevo VERAMENTE che ci fosse stato un errore). Comunque, per farla breve (tanto questa storia viene raccontata bene nel book hall di marzo dove viene presentato questo libro) non c'era stato nessun errore ed avevo seriamente vinto. La cosa strana era che mancavano due giorni al mio compleanno. La cosa mi ha subito fatta riflettere e (scusatemi i sentimentalismi e le troppe parentesi) ho pensato che fosse stato mio nonno a far in modo che io avessi quel libro. Sono due anni che mio nonno non c'è più ed ogni anno per regalo mi regalava un libro. Non so come spiegarlo, sarà sicuramente un caso, ma io voglio vivere con l''idea che nonno anche da lassù continui ad appoggiarmi e a starmi vicino. Anche il giorno del compleanno.

   11- Hai mai regalato un libro ad una persona speciale per un motivo speciale?
Di solito io regalo molto spesso i libri ai compleanni e qualche volta anche come regalo di Natale. Tuttavia credo che non mi sia mai capitato di regalarne qualcuno per un motivo speciale.

   12-  Quale libro è stato con te in più posti?
Il libro che è stato con me in più posti è stato sicuramente "Shopping con le amiche" di Carmen Reid. Ho acquistato questo libro su un autogrill mentre stavo partendo per le vacanze estive con i miei genitori che solitamente facciamo nei dintorni di Padova. Impieghiamo circa sei ore d'auto per arrivarci e così l'ho iniziato in macchina. Una volta arrivati, dato che ne avevo un altro in valigia, ho deciso di lasciare quello appena acquistato in macchina e di leggerlo durante gli spostamenti tra una città e l'altra. Così, alla fine, quel libro è venuto in macchina con noi durante tutta la vacanza e quando sono tornata a casa era, ovviamente, già terminato.







   13-  Letture obbligatorie: quale libro hai odiato al liceo che, riletto qualche anno dopo, non era così male?
Frequentando adesso il liceo non posso molto esprimermi, tuttavia posso comunque dare una risposta a questa domanda. Quando frequentavo la scuola media, avevo deciso di prendere in prestito dalla biblioteca scolastica l'opera "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni, tuttavia ho dovuto abbandonare la lettura (ed ero anche arrivata circa alla metà). Lo avevo preso in lingua originale, quindi immaginatevi una bambina di 12 anni che legge I promessi sposi in lingua ottocentesca e pensate cosa possa capire (più o meno niente). Quest anno, però, avendo nel programma la lettura dei Promessi sposi, ho ripreso in mano questo romanzo e leggendolo più attentamente, con una conoscenza maggiore della storia di quell'epoca ed entrata più in sintonia con il linguaggio (merito della nostra professoressa di lettere che inizialmente ci "traduceva" qualsiasi parola che non comprendevamo) mi sta piacendo davvero molto. L'unica cosa un po' "straziante" sono le dettagliate descrizioni, ma senza di esse l'opera non sarebbe l'Opera che realmente è. 

   14- Libri usati o nuovi?
Entrambi. Mi piacciono molto i libri nuovi, quando puoi ancora sentire l'odore fresco di stampa. Le pagine belle immacolate e la copertina con ancora tutti i colori vivaci. Tuttavia, mi piacciono anche molto i libri usati, quella sensazione di sapere che qualcun altro ha posseduto quel libro e che lo ha tenuto nelle proprie mani come anch'io lo tengo quando leggo. Se poi ci sono delle frasi sottolineate provo ad immaginarmi il perchè quell'altra persona le abbia sottolineate, a cosa l'abbia fatta pensare, come si sentiva in quel momento. Un vantaggio aggiuntivo dei libri usati è che sono a metà prezzo e per una lettrice avere la possibilità di acquistare due libri al posto di uno è sempre sinonimo di doppia felicità! Vero?

   15- Hai mai letto Dan Brown?
No, in 16 anni non ho mai sentito la necessità di leggere uno dei suoi libri. Tuttavia, essendo l'autore preferito di mio padre a casa ho tutti i suoi romanzi, molti dei quali si trovano anche nella mia libreria, ma non ne sono mai stata particolarmente colpita, magari un giorno... chissà

   16- Hai mai visto un film che ti è piaciuto più del libro?
Solitamente a questa domanda molti lettori rispondono con un secco "NO", ma io devo rispondere con uno sconvolgente "SI!". Il libro in questione è "Scrivimi ancora" di Cecelia Ahern ed il film è intitolato "#SCRIVIMIANCORA". Tra i due ho nettamente preferito il film. Il libro ha una trama più complessa rispetto al film e che interseca maggiori personaggi e presenta più avventure da affrontare per la protagonista, possiede molte frasi su cui riflettere e finito di leggerlo (come già detto nella recensione) dispiace dover decretare concluse le vicende di Rosie, la quale durante il romanzo diventa una vera e propria amica, ma il film, il film è tutt'altra cosa! Mantiene abbastanza la trama ma si discosta anche un po' dal libro. Non inserisce nuovi personaggi ma approfondisce meglio i ruoli dei protagonisti. Gli attori hanno saputo recitare in maniera favolosa e sono riusciti ad impersonificare bene i personaggi del libro e a render loro giustizia.

   17-  Hai mai letto un libro che abbia fatto venire fame?
Sinceramente, fino ad adesso, non mi è mai capitata una cosa del genere, ma sono pronta a tutto☺️

   18- Qual è la persona di cui segui sempre i consigli nell’ambito delle letture?
Non ho una vera e propria "musa" per quanto riguarda le mie future letture. Alcune volte seguo delle recensioni su youtube, mentre altre volte entro in libreria e vedo cosa mi salta all'occhio. Altre volte trovo anche alcuni titoli online ad esempio dai diversi cataloghi delle case editrici oppure chiedo consiglio su alcuni gruppi di lettura.
   
   19- Qual è il libro totalmente fuori dalla tua comfort zone che invece hai finito per amare?
Qui non posso far altro che commentare con un libro in particolare "Ti voglio bene" di Francesco Sole. Questo libro è composto da una raccolta di poesie, ed era il primo che leggevo. Eh già, non sono molto affascinata dalle poesie ma in questo caso non potevo far a meno di citarlo. Ho conosciuto Francesco Sole su youtube dove aveva iniziato a postare le sue poesie scritte ed interpretate da lui stesso. Molte di esse mi piacevano davvero tanto e appena ho sentito della pubblicazione di questa raccolta, ho deciso di acquistarla subito per averle tutte riunite. Come dicevo questa è la mia prima raccolta di poesie ma mi è piaciuta tanto per le parole che venivano usate, per le sensazioni trasmesse e persino la grafica è stata molto accurata. Sono rimasta veramente molto entusiasta.

Bene! Il book tag è terminato, ringrazio tutti coloro che sono rimasti a leggere le mie risposte fino alla fine e se ne avete voglia e volete rispondere anche voi a qualche domanda che vi è particolarmente piaciuta, non esitate a farlo nei commenti!  

sabato 19 maggio 2018

Recensione: La lunga notte

RECENSIONE


TITOLO: La lunga notte
AUTORE: Linda Castillo
CASA EDITRICE: Fanucci editore
COLLANA: One (Timecrime)
PAGINE: 389
PREZZO: 6,90€

Ho iniziato questo libro dopo un po' di tempo che lo avevo in libreria. Lo guardavo e vedevo che era abbastanza grande e non mi decidevo mai a sceglierlo. Poi un giorno l'ho ripreso tra le mani e mi è venuto il dubbio di verificare realmente quante pagine erano; solo allora mi sono resa che non erano effettivamente tante ma che la carta era molto doppia e che quindi sembrava gigante, ed invece non lo era. Dopo questo momento di riflessione ho deciso che era giunto il momento di leggerlo. 

Una cosa che ho apprezzato molto è che, a differenza di molti altri thriller che impiegano tipo cinque capitoli per fare i preamboli e poi arrivare all'omicidio, questo è iniziato subito, catturando immediatamente la mia attenzione e facendomi entrare subito nella storia.

La storia è ambientata in una piccola cittadina abitata per metà da inglesi e per metà dalla popolazione amish. Una notte un poliziotto, attratto da alcune urla, si ritrova a scoprire in una fattoria amish i corpi di tutta la famiglia Plank. Il padre ed i sui figli adolescenti morti in salotto, la madre con il figlio neonato morti in cortile e le due figlie brutalmente torturate in una stalla. Il caso viene affidato al commissario Kate Burkholder, che aiutata dalla sua squadra e dall'ispettore Tomasetti, con cui ha una relazione, cercherà di far chiarezza sul plurimo omicidio, senza avere inizialmente una prova.

La trama mi aveva subito intrigata, ma non avevo molte aspettative riguardo a questo romanzo. Tuttavia, come ho già detto, sono subito rimasta colpita dall'omicidio e poi sono riuscita ad immedesimarmi nella situazione ed ho avuto la sensazione di trovarmi lì presente. Durante tutto il romanzo non sono mancati i colpi di scena che hanno reso la lettura scorrevole e molto movimentata. 

Il lessico era semplice e senza parole particolarmente difficili da capire. Dato che nel brano vengono citate anche delle frasi nel dialetto amish, viene riportata sempre una traduzione e la comprensione non diventa un problema. 

Una cosa che mi ha un po' lasciata dubbiosa è stato il finale. Appropriato ed al tempo stesso coerente con la storia, che però, mi ha lasciata con una strana sensazione. Forse è dovuta al fatto che di solito nei gialli o nei thriller vengono seminati qua e là degli indizi da parte dell'autore che poi il lettore userà per farsi un'idea su chi sia il colpevole, mentre in questo magari sono stati un po'  trascurati o tralasciati completamente. 

Tutto sommato il libro mi è piaciuto ed ho trovato la storia interessante. Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

mercoledì 16 maggio 2018

Recensione: L'amore coniugato

RECENSIONE


TITOLO: L'amore coniugato
AUTORE: Annalisa Giuliani
CASA EDITRICE: Ianieri Edizioni 
PAGINE: 98
PREZZO: 12,50€

Ho letto questo libro per la seconda volta ieri. L'ho iniziato e finito nel giro di due ore. Ho deciso di rileggerlo perchè, avendo la scrittrice di questo libro che insegna nella mia scuola, avevamo organizzato un incontro per parlarne ed un firma copie in classe. Purtroppo alla fine è stato rimandato alla settimana prossima e quindi non posso mostrarvi la mia copia autografata. 

La prima volta che avevo letto questo libro è stata all'inizio dell'anno scolastico ed avevo trovato qualche difficoltà nel capirlo fino in fondo, tuttavia, rileggendolo per una seconda volta, sono riuscita a dissipare anche quelle piccole incomprensioni che mi avevano creato qualche dubbio la prima volta.

Il romanzo parla di una donna, Artemisia, e della sua vita. Anche se la sua vita viene descritta molto brevemente, viene posta l'attenzione sui passaggi più importanti e che ci fanno capire bene le sue emozioni in diverse situazioni. Una cosa che mi è piaciuta molto è che l'aspetto psicologico è stato molto analizzato. In alcuni punti ci sono delle belle riflessioni sulle quali, secondo me, conviene porre l'attenzione. Oltre a questo, anche il linguaggio mi è piaciuto non essendo troppo aulico nè troppo informale. 

Voi lo avete mai letto? Se si, cosa ne pensate? Vi è piaciuto? Avreste voluto fare qualche domanda all'autrice? Rispondetemi nei commenti! A presto!




giovedì 10 maggio 2018

Recensione: L'orribile karma della formica

RECENSIONE


TITOLO: L'orribile karma della formica
AUTORE: David Safier
CASA EDITRICE: Sperling & Kupfer Editori
COLLANA: Sperling Paperback
PAGINE: 267
PREZZO: 12,00€

Ok, posso dire con fierezza che sono riuscita a leggere il libro che stava aspettando da più di tutti in libreria. Questo, infatti, è il secondo libro che comprai quando passai dalle storie di Geronimo Stilton a dei romanzi veri e propri. Il primo è stato "Io e Dewey" che ho amato moltissimo ed al quale sono affezionatissima. Ricordo che mentre stavo leggendo quello, ero capitata in libreria (si vedevano già i primi segnali dell'accumulo compulsivo di libri), avevo visto questo ed avevo chiesto ai miei genitori di comprarmelo... avevo 9 anni, ora ne ho 16! Comunque non preoccupiamoci, ormai sono riuscita a leggerlo!☺️ Praticamente questa si tratta della seconda volto che ho provato a portare a termine questa lettura. Eh, già... Quando avevo 9 anni, infatti, iniziai a leggerlo ma mi sembrò molto più pesante della storia che stavo leggendo precedentemente e poi erano presenti dei passaggi complicati e diverse allusioni che una bambina di 9 anni non era in grado di cogliere, soprattutto quando venivano formulati usando del sarcasmo, quindi come mi sembra scontato aggiungere, lo riposi in libreria arrivata più o meno alle prime venti pagine. Da quel momento è rimasto lì. Fino ad una settimana fa quando ho deciso che forse era giunto il momento di "riesumarlo". 

Ho ricominciato la lettura con tutte le buone intenzioni del mondo, volevo infatti, concludere veramente questo romanzo, perchè senza di lui era come se mi mancasse un tassello fondamentale della mia carriera di lettrice (se può essere così definita). Per quanto avessi letto le prime pagine non mi ricordavo niente della trama e che potesse farmi spoiler. 

La storia racconta di una donna Kim Lange, che è molto famosa in quanto conduttrice di un famosissimo talk-show. Purtroppo, però, la sua vita finisce in modo alquanto improvviso (aggiungerei un po' surreale) e da lì, dato che durante la sua vita non ha prodotto del karma positivo la vediamo rinascere sottoforma diversi animali, e potrà, passatemi il termine "aumentare di livello", solo producendo karma positivo. Vedremo come la forza di una madre che cerca di stare il più possibile accanto a sua figlia, riesca a sconfiggere tutte le prove che il destino le pone davanti. Osserveremo anche il cambiamento di personalità da parte di Kim durante tutto il suo percorso, dal come passerà dal "non volersi più spezzare un'unghia per aiutare una collega" a salvare la vita della sua più acerrima nemica, donando la sua. 

In questo libro gli argomenti trattati sono stati molto interessanti: come già accennato la forza di una madre nel non voler abbandonare sua figlia ed il cambiamento interiore, ma anche lo spirito di gruppo ed il punto di vista, attraverso le varie vite che Kim vive, di un altro punto di vista oltre a quello umano. 

Nel complesso questo romanzo mi è piaciuto molto per i contenuti, la scelta lessicale non è stata un granchè ma secondo me è dovuto molto alla traduzione. Una cosa che mi è piaciuta molto è che oltre al punto di vista di Kim che narrava la storia, quando si parlava di un suo amico in particolare, che l'ha aiutata in tutto il percorso, il Gentiluomo Casanova, siano stati inseriti degli asterischi con anche il suo punto di vista, per farci comprendere in modo più oggettivo ciò che stava accadendo. 

Una cosa che mi ha lasciata un po' stranita è che nonostante succedessero molte cose, e gli eventi fossero molto movimentati, le singole scene prese in analisi mi sono risultate un po' lente. La cosa potrebbe sembrare un doppio senso ma non è così... Chi lo ha letto magari potrebbe capirmi, vero? Ditemi che non sono l'unica ad aver provato questa situazione che potrebbe sembrare un po' contrastante! 



venerdì 4 maggio 2018

Recensione: Il giardino delle farfalle

RECENSIONE


TITOLO: Il giardino delle farfalle
AUTORE:  Dot Hutchison
CASA EDITRICE: Newton Compton Editore
COLLANA: Gli Insuperabili Gold
PAGINE: 312
PREZZO: 9,90€ (con promozione Gold)

Ho iniziato a leggere questo libro con non pochi dubbi. Non avevo la più pallida idea di cosa avrei potuto provare. Avevo sentito molto parlare a riguardo però non ero riuscita a schierarmi nè dalla parte di coloro che lo elogiavano, nè dalla parte di quelli che sostenevano di averlo trovato lento, noioso, ripetitivo e troppo "crudo". Allora, innanzitutto premetto che, secondo me, chi decide di leggere il genere thriller, dovrebbe ben comprendere che molte volte, si potrebbe CASUALMENTE incappare in qualche scena un po' cruda. "CASUALMENTE". Comunque, anche incoraggiata dalla moltitudine di recensioni trovate in rete, e dai diversi pareri, sono stata invogliata a leggere questo libro per riuscire finalmente a capire da quale parte schierarmi. Fortunatamente, sono stata tra quelli a cui è piaciuto. 

La storia parla di una ragazza che si fa chiamare Maya, che viene interrogata dalla polizia, in merito ad una strana circostanza. Lei, infatti era stata rapita, come altre molte ragazze, da un uomo che si faceva chiamare "il Giardiniere" e che l'aveva condotta in una serra insonorizzata da dove non sarebbe riuscita a fuggire. Lì, anche grazie all'aiuto di una donna che si rivelerà molto importante per Maya, inizia il suo percorso di segregazione, insieme ad altre ragazze, con le quali condividerà paura, soprusi e violenze inferte loro dal Giardiniere e da suo figlio. Il racconto si intervalla tra presente e passato, attraverso quello che può sembrare una specie di lungo monologo della nostra protagonista. 

Una cosa che mi è piaciuta molto è stato il modo in cui Maya raccontava la sua vita all'interno del Giardino. Lo faceva con una calma, con una tranquillità che sembrava che le cose che narrava, fossero del tutto normali, quando di normale non avevano proprio niente. Raccontava le violenze subite, minimizzandole come se niente fosse. Poi, attraverso tutto il romanzo mi è giunta la sensazione di claustrofobia: la serra era chiusa dai vetri, c'erano telecamere e microfoni ovunque e tutto quello che facevi o dicevi veniva ascoltato dal Giardiniere. Il romanzo è stato inoltre molto dettagliato. Ogni dettaglio non faceva che aumentare il senso di suspance ed ansia (non vi faccio degli esempi altrimenti vi rovinerei il bello della lettura😉). Al tempo stesso però non ho rilevato che le scelte dell'autrice oppure le emozioni che esse scaturivano fossero "troppo" crude, al contrario, credo che abbia saputo dosare bene quello che poteva dire o non dire, e soprattutto facendolo per gradi, cercando di far abituare il lettore tra una rivelazione e l'altra. 

Una cosa che però mi ha un po' lasciata frastornata è stato il finale. Il romanzo era diviso in tre parti. Le prime due molto belle e collegate tra loro, ma l'ultima non mi ha proprio convinto. Non so, l'ho trovata poco chiara, soprattutto nelle ultime dieci pagine che ho dovuto rileggere un paio di volte prima di capire bene cosa stesse effettivamente succedendo, in quanto non veniva specificato esplicitamente cosa stesse succedendo e le battute si susseguivano senza riuscire a capire bene chi le stesse pronunciando.
 Conclusione non molto ad effetto, perchè essendo un racconto fondato su un interrogatorio, venivano seminati ogni tanto degli elementi che ci faceva fare delle supposizioni su come fossero effettivamente riuscite a fuggire le ragazze. 

Tuttavia questo libro mi è abbastanza piaciuto, in quanto mi sono piaciute molto le sensazioni che riusciva a trasmettere. Voi lo avete letto? Da che parte siete schierati, vi è piaciuto oppure no? 

sabato 28 aprile 2018

Book Haul: Aprile

BOOK HAUL


Eccomi! Che belli i book haul! Riesco a rendermi sempre conto della marea di libri che ho comprato durante il mese e che molto probabilmente non riuscirò a leggere presto, ma... c'erano gli sconti!!! Per non parlare delle promozioni 3x2 della Mondadori! 
  • I primi sei libri che vi mostrerò li ho acquistati sul sito Mondadori approfittando anche (è quell' ANCHE che mette paura) della promozione 3x2. 
"L'ipnotista" di Lars Kepler.
"Si chiama Erik Maria Bark ed era l'ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l'ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l'8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l'accento finlandese. C'è un paziente che ha bisogno di lui. E un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell'accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l'assassino vuole terminare l'opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C'è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l'ipnosi funziona. Quello che l'ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito..." 
Ho comprato questo libro perchè ero rimasta subito incuriosita dalla trama ma allo stesso tempo ero rimasta stupita dal fatto che nonostante tutte le recensioni positive sul web, non avessi mai visto questo volume in libreria.

"Il maestro delle ombre" di Donato Carrisi.
"Fu il primo dei tribunali della curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale. Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenzieria si sia occupata e continui a occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose. Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche altrimenti conosciuta come: il tribunale delle anime. E qui che bene e male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell'archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi. E per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro che sono alla costante ricerca di ciò che l'occhio di un semplice detective non può scorgere. Un'anomalia."
Ho preso questo libro perchè... perchè... perchè... va be, perchè stiamo parlando di Donato Carrisi ed io boh, lo adoro, quindi...☺️♡

"Starcrossed" di Josephine Angelini.
"Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell'isola, Lucas Delos, davanti a tutta la sua classe. L'episodio si rivela essere qualcosa di più di un mero incidente. Helen teme per la sua salute mentale: ha iniziato ad avere incubi di notte e allucinazioni di giorno. Ogni volta che vede Lucas le appaiono tre donne che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio porta Helen a scoprire che lei e Lucas non stanno facendo altro che interpretare i ruoli di un'antica tragedia d'amore. Le apparizioni femminili rappresentano infatti le Erinni. Helen, come l'omonima Elena di Troia, è destinata a dare inizio alla guerra a causa della sua relazione con Lucas. I due scoprono sulla loro pelle che i miti non sono leggende. Ma è giusto o sbagliato stare con il ragazzo che si ama se questo significa mettere in pericolo il resto del mondo? Come si sconfigge il destino?" 
Era da molto tempo che avevo questo libro ed gli altri componenti della trilogia (che vi mostrerò di seguito) nella mia wishlist e non ho voluto ulteriormente rimandare l'occasione di acquistarlo.

"Dremless" di Josephine Angelini.
"Il secondo volume della saga dove ritroviamo Helen, che nel frattempo è diventata la Discendente, la prescelta dagli dèi. Ogni notte si addormenta nel suo letto e raggiunge l'aldilà dove affronta prove indicibili per trovare le Furie, liberarle dalla loro ira e rompere così il ciclo di faide tra le Case. Ogni mattina si risveglia, stanchissima e provata, costretta a cominciare una nuova giornata di allenamenti. E sempre più spossata e sofferente oltre che sola, dato che Lucas ora la tiene lontana. Helen è triste e profondamente sfiduciata, quando durante una delle sue discese agli inferi si imbatte in Orione, un semi-dio bello come il sole, capace di far tremare la terra e il suo cuore. Di notte si incontrano nell'Ade e di giorno si scambiano messaggi al cellulare. Lucas impazzisce di gelosia e in lui si scatenano poteri sconosciuti: adesso è in grado di controllare totalmente la luce e di rendersi invisibile. Divisa fra l'attrazione per il nuovo pretendente e l'amore impossibile per il cugino, Helen si ritroverà a sfidare i suoi limiti per il bene dell'umanità intera."

"Goddess" di Josephine Angelini.
"Dopo aver accidentalmente liberato l'intero pantheon della mitologia greca dall'esilio sull'Olimpo, Helen deve riuscire a imprigionare di nuovo tutti gli dei senza scatenare una guerra che avrebbe esiti catastrofici. Ma l'ira divina è violenta e travolgente, ed Helen si trova a combattere con un nemico incredibilmente pericoloso. Ora è forte, conscia della sua vera natura e dei suoi doni particolari. I suoi poteri sono aumentati ma si è accresciuta anche la distanza fra lei e i suoi amici di sempre. Da quando un oracolo ha rivelato che nella sua cerchia di conoscenze si nasconde un traditore, tutti i sospetti ricadono sul bellissimo Orion. Helen, combattuta fra l'amore per Orion e quello per Lucas, dovrà fare delle scelte cruciali per evitare lo scontro finale fra dei e mortali. Il destino di Helen si sta per compiere. Solo una dea potrà sorgere per salvare il mondo, è scritto nelle stelle."




"Madre, padre, figli" di Carin Gerhardsen.
"Una mattina, mentre sta facendo jogging, l'agente Petra Westman s'imbatte nel corpicino semi assiderato di un neonato. Non lontano da lì, in un cassone con la sabbia da spargere sui marciapiedi d'inverno, viene ritrovato il cadavere di una donna, forse sua madre o la baby-sitter. Contemporaneamente, un'anziana insegnante in pensione riceve una bizzarra telefonata da una bambina piccola che le dice di essere stata abbandonata dalla famiglia e di essere in casa da sola, mentre su un traghetto per la Finlandia un'addetta alle pulizie trova un'adolescente strangolata in una toilette. La squadra mobile della polizia di Hammarby, coordinata dal commissario Conny Sjöberg, comincia a indagare sui singoli casi, ma a poco a poco diventa chiaro che questi sono tragicamente intrecciati tra loro." 
Questo libro l'ho ricevuto completamente gratis usufruendo della promozione. Inizialmente non avevo idea di quale scegliere, mai poi ho optato per questo. 



  • Questi altri due libri li ho comprati durante un viaggio a Roma con i miei genitori
"Equazione di un amore" di Simona Sparaco.
"Singapore è una bolla luminosa a misura di gente privilegiata e Lea, che non indossa nemmeno un gioiello, ha lasciato Roma per vivere lì. Ha sposato un avvocato di successo e si è trasferita a Singapore, tempio finanziario dello sfarzo e del consumo. La ragione le dice che, anche se a tratti si sente malinconica, non avrebbe potuto scegliere compagno più affidabile di Vittorio. Ma nel suo cuore brucia ancora il ricordo di un amore così doloroso da indurla a fuggire. Si chiama Giacomo e l'ha conosciuto a quattordici anni, sui banchi di scuola. Asociale, tormentato e geniale, soprattutto in matematica, Giacomo è perennemente in fuga da un dramma misterioso che lo spinge verso amori distruttivi. Ma quando Lea è costretta a tornare a Roma per la pubblicazione del suo libro, il passato finirà per travolgerla con tutta la sua prepotenza. Secondo i princìpi della fisica che Giacomo stesso le ha insegnato, nulla può separare due particelle quantiche una volta che sono entrate in contatto. Saranno legate per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili."
L'ho visto in vetrina e me ne sono letteralmente innamorata. Sono entrata, ho letto la trama ed ero ancora più convinta... così l'ho comprato! Spero di leggerlo presto e spero soprattutto che mi piaccia e che non sia stata solo ammaliata dalla trama, dato che non mi sono informata nè sulle recensioni nè tanto meno su delle recensioni youtube.

"Piccoli esperimenti di felicità" di Hendrik Groen.
"Ottantatré anni e un quarto sono più di trentamila giorni. E sono proprio tanti. Ottantatré primavere senza la certezza di vedere la prossima. Hendrik è il tipo d'uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c'è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: prima di prenderla, concedersi un anno, e in quell'anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma mica morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l'ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi... In quest'anno di vita succederanno tante cose, ci saranno tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità... E alla fine si vedrà chi l'avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere."
Ho sentito molto parlare di questo libro soprattutto da alcune youtubers che seguo. Tutte lo consigliavano e dicevano che la lettura era stata molto piacevole, scorrevole e divertente. Allora ho deciso di comprarlo anche io per intervallarlo magari a delle letture impegnative. 

  • Gli ultimi due libri che vi mostrerò li ho comprati nella mia libreria di fiducia usufruendo di un'offerta della Feltrinelli la quale vendeva due libri a 9.90€
"La donna in gabbia" di Jussi Adler-Olsen.
"La voce distorta proviene da un altoparlante piazzato da qualche parte nel buio: "Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo il nostro regalo per te. Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia capace di rispondere a una domanda. Perchè ti abbiamo rinchiusa?" Merete Lynggaard, giovane parlamentare danese di successo, è a bordo di un traghetto il giorno in cui scompare senza lasciare tracce. I media si lanciano avidamente sulla storia e le ipotesi si avvicendano nei titoli: dal suicidio all'omicidio, dal tragico incidente al rapimento, fino alla sparizione volontaria. La polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato: la donna sembra inghiottita dalla terra. Merete però non è morta. Chi la tiene segregata in modo tanto disumano in una prigione di cemento? E perchè? Cinque anni dopo, Carl Morck, poliziotto svogliato e burbero, una spina nel fianco per tutti i colleghi, decide di riaprire le indagini con la sua Sezione Q, il nuovo reparto speciale per i casi irrisolti. Procedendo a ritroso nel tempo fra trame politiche e drammi familiari, Morck e il suo misterioso assistente siriano Assad si lanciano in una battaglia contro il disegno delirante di un criminale folle."
Non avevo mai sentito mparlare di questo libro e neanche della scrittrice, tuttavia mi sono lasciata trasportare molto dalla copertina e dalla trama.


"La principessa di ghiaccio" di Camilla Lackberg.
"Erica Falck è tornata nella casa dei genitori a Fjallbacka, incantevole località turistica sulla costa occidentale della Svezia che, come sempre d'inverno, sembra immersa nella quiete più assoluta. Ma il ritrovamento del corpo di Alexandra, l'amica d'infanzia, in una vasca di ghiaccio riapre una misteriosa vicenda che aveva profondamente turbato il piccolo paese dell'arcipelago molti anni prima. Erica è convinta che non si tratti di suicidio, e in coppia con il poliziotto Patrik Hedstrom, cerca di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di una persona che credeva di conoscere. A trentacinque anni, con la sensazione di non sapere bene cosa volere nella vita ma stimolata da un nuovo amore, approfitta del suo status di scrittrice per smascherare menzogne e segreti di una comunità dove l'apparenza conta più di ogni cosa."
Era da molto tempo che volevo acquistare un volume di questa scrittrice, purtroppo però non  ne avevo mai l'occasione, fino all'altro giorno quando nella promozione ho trovato proprio questo romanzo, che era uno dei miei preferiti tra tutti quelli che volevo comprare per avvicinarmi alla a quest'autrice, quindi perchè no?

Ed eccomi giunta alla fine, anche questo mese è stato molto proficuo in quanto a libri acquistati☺️ e spero che vi sia stato d'aiuto e d'ispirazione per i vostri acquisti futuri. Se avete qualche dubbio, non esitate a scrivermelo nei commenti, e se avete qualche consiglio su quale libro dovrei leggere prima fatemi sapere. Se avete letto qualche libro di questi non esitate a farmi sapere cosa ne avete pensato! Ciao! 

lunedì 23 aprile 2018

Recensione: Scomparsi

RECENSIONE

TITOLO: Scomparsi
AUTORE: Caroline Eriksson
CASA EDITRICE: Nord
COLLANA: Tea (Tandem)
PAGINE: 317
PREZZO: 15.00€

Ho comprato questo libro molto tempo fa, durante la promozione di due libri Tandem al prezzo di 15 euro. Insieme a questo avevo comprato: "L'ultima volta che l'ho vista" di Charlotte Link. Già con quel libro avevo avuto qualche problema durante la lettura: non mi piaceva molto la trama ed il racconto scorreva molto lentamente. Forse è stato anche per questo fatto che, inconsciamente, rimandavo questo libro sempre per un futuro momento e non avevo mai voglia di leggerlo. Tuttavia, qualche giorno fa, indecisa su quale libro scegliere da leggere, lo sguardo mi si è posato nuovamente  sopra questo volume ed ho sentito che era il momento giusto per leggerlo. Non l'avessi mai fatto!

Ho iniziato a leggere e già dai primi capitoli la storia mi pareva un po' troppo "tirata". Spero che capiate cosa voglio intendere, quel momento ovvero, in cui lo scrittore non sa come far proseguire la storia ed allora inizia a "tirare" un po' troppo gli avvenimenti, rendendoli quasi irreali. Un'altra cosa che mi ha dato abbastanza fastidio è stata che la storia procedeva molto lentamente, quasi al rallentatore. Non dico che il primo capitolo fosse uguale al secondo, in quanto nel primo c'era l'avvio della storia, ma già il secondo capitolo era uguale al terzo, e così il terzo uguale al quarto e continuando. La protagonista ripeteva sempre le stesse cose, facendole maniacalmente. Un'altra cosa che non mi è piaciuta è stato il modo in cui sono stati presentati i personaggi, anzi forse il modo in cui NON sono stati presentati. La storia è infatti cominciata in medias res (ovvero senza un' introduzione, buttandoci direttamente a capofitto nella storia) e mano a mano che incontravamo i personaggi (in totale 5 o 6) venivano descritti un po' fisicamente ma psicologicamente niente. Non sono riuscita a farmi un'idea precisa dei personaggi se non quando sono arrivata alla ultime pagine. Se voi mi chiedeste di descrivervi la protagonista direi semplicemente una cosa su di lei: vomita. Ovunque si trovi, qualsiasi cosa stia facendo, qualsiasi cosa stia pensando o qualsiasi cosa abbia appena sentito, lei vomita. Date le sue circostanze ci può anche stare (nella storia, infatti è incinta) però mi sembra un po' esagerato farla vomitare sempre ed ovunque. 

Il romanzo parla di una donna, Greta, che parte per un viaggio con quello che lei definisce suo marito, Alex, e sua figlia, Smilla. Arrivano su una piccola isoletta, ed Alex e Smilla decidono di andare in esplorazione, mentre Greta decide di rimanere sulla barca. Tuttavia quando si risveglia dopo essersi appisolata, si rende conto che Alex e Smilla sono scomparsi e dopo un po' si stanca di cercarli e torna a casa dove si addormenta (tutto questo dopo aver vomitato una decina di volte). La mattina dopo si sveglia, continua le ricerche e così continua a fare per circa 5/6 capitoli. Poi si domanda se forse sia il caso di andarne a denunciare la scomparsa. FORSE. Arriva in commissariato, sporge denuncia di scomparsa e poi scappa (sempre vomitando ovunque). Dopo un po' la poliziotta la chiama e le comunica che lei non ha nè un marito nè una figlia. Da questo punto la storia si sarebbe potuta evolvere in cento miliardi di modi possibili e sicuramente più sensati di quel modo in cui si sono susseguiti. La protagonista sembra infatti continuare a degenerare progressivamente, facendoci veramente dubitare della sua affidabilità mentale. Poi incontra diversi personaggi che non prendono nè arte nè parte durante tutto il resto del racconto e che sembrano usati solo per variare un po' la storia. 

Mentre leggevo, la voglia di abbandonare il libro era via via più crescente, ma mi continuavo a ripetere che, come si suol dire, magari "Il fine giustifica i mezzi". Tuttavia sono andata a leggere delle altre recensioni di questo libro e tutte concordavano che prima delle 200 pagine, nel libro non ci si raccapezzava niente. Riguardo al finale qualcuno diceva che era comunque bello ed inaspettato. Così, nonostante tutto, ho continuato a leggere il libro. Arrivata alla metà ho personalmente registrato un miglioramento nella comprensione dei fatti. Tutto si stava facendo più chiaro. Arrivata al finale con molte aspettative ci sono rimasta un po' male, dato che mi aspettavo davvero qualcosa di molto sorprendente, e invece...

Un'altra cosa che non mi è piaciuta (lo so, ce ne sono state molte!) è stata quella da parte dell'autrice di intrecciare diverse storie. Praticamente all'inizio non si sapeva da dove metter mano per farsi una determinata idea sulla protagonista e sembrava che a parlare fosse una pazza. Il problema è che stava facendo impazzire anche me. Qui, forse, si è mostrato un po' del talento (che sicuramente immagino sia molto più di quello che traspare da questo romanzo) dell'autrice. Proprio attraverso le mille supposizioni che la protagonista si pone oppure ai riferimenti temporali che sembrano tutti essere mischiati e posti alla rinfusa si percepisce l'intento dell'autrice che cerca di dare una sfumatura di thriller psicologico al romanzo. 

Una cosa che, al contrario mi è piaciuta (non so come ce ne sia stata una) è stato un argomento che l'autrice ha voluto toccare: la violenza sulle donne. La protagonista, infatti era soggetta a violenze domestiche da parte di Alex. Un aspetto che non mi è piaciuto è che oltre alla protagonista, anche tutte le altre donne presenti nel racconto, avevano subito delle violenze fisiche o psicologiche da parte di un marito o di un ragazzo, e questo mi è appunto sembrato "tirato", in quanto nella realtà sembra un po' inverosimile che 4/5 donne prese a campione possano aver subito violenze, quindi mi è sembrato un po' troppo far presente così fortemente questi aspetti. 

Detto ciò, credo di aver detto abbastanza su questo libro... Spero di non avervi scoraggiato a leggerlo, perchè penso che comunque meriti una possibilità, magari vi piacerà! Provate e fatemi sapere nei commenti. Se lo avete letto, cosa ne pensate?  Anche voi avete riscontrato i miei stessi problemi nella comprensione oppure vi è piaciuto?

venerdì 20 aprile 2018

Recensione: Il risveglio

RECENSIONE

TITOLO: Il risveglio
AUTORE: Sharon Bolton
CASA EDITRICE: Mondadori
COLLANA: Oscar Mondadori
PAGINE: 405
PREZZO: 9.50€

Ho comprato questo libro in uno dei miei tanti viaggi con la mia famiglia a Roma, più precisamente da Libraccio. Passeggiando stavamo passando proprio davanti la libreria e non potevo non entrare... quindi... sono entrata ed anche non avendo un libro in particolare da comprare mi sono fatta un giro (che ha richiesto più di un'ora e mezza) e mi sono lasciata subito conquistare dal reparto libri usati dove ho comprato diversi volumi, tra i quali anche questo. 

Inizialmente non avevo grandi aspettative su questo libro, ma lo comprai per intervallarlo ad un periodo di letture impegnative, ad esempio dopo la lettura di qualche libro scolastico oppure in un periodo intenso di verifiche dove avrei voluto stare un po' tranquilla almeno riguardo la lettura extrascolastica. Tuttavia non fu nessuno di questi fattori a farmi venire in mente di leggerlo, bensì un caro amichetto piccolo, viscido e strisciante incontrato qualche giorno fa (non vi sto a raccontare lo spavento che mi sono presa... immaginate). 

Il libro, infatti, come si può intuire soprattutto dalla copertina, narra di una strana vicenda che sta accadendo in un villaggio in Inghilterra: il risveglio di una quantità enorme di serpenti, innocui e non. Inizialmente, la protagonista Clara, veterinaria ed esperta in serpenti, attribuisce la causa di quello che sta accadendo al clima mutevole ed alla possibilità che le uova si schiudano prima, ma poi, quando nel villaggio cominciano a susseguirsi strane vicende relative a degli omicidi e vengono trovati dei serpenti tropicali che naturalmente non sarebbero mai riusciti ad arrivare in Inghilterra, le cose si complicano. Piano piano la protagonista, aiutata anche da Matt, un agente di polizia, e da Sean, un famosissimo erpetologo, inizierà a scoprire una serie di inganni e cose successe molti anni prima che coinvolsero tutto il paese e che poi vennero eclissate nell'oblio comune, ruotanti attorno ad una chiesa bruciata in circostanze misteriose e fino a quel momento mai chiarite. 

La storia mi ha coinvolta sin dal primo capitolo, la narrazione scivolava via velocemente e la bravura dell'autrice spiccava nel lasciare il lettore a bocca aperta esattamente dove il capitolo termina, invogliandolo a leggere il seguente. Durante la lettura avevo infatti, difficoltà a scegliere il momento dove fermarmi, desiderosa sempre di capire fino in fondo cosa stesse succedendo. Arrivata a metà del racconto mi ero più o meno fatta un' idea su chi potesse aver architettato un piano così diabolico e (dicendo la verità) ero rimasta anche un po' delusa che l'autrice avesse deciso di rivelare il colpevole così presto. E, infatti, mi sbagliavo, e pure di grosso! (*momento di vergogna) Il finale è veramente sorprendente.

Un romanzo scritto veramente bene e con un giusto dosaggio di suspance ed adrenalina e soprattutto usati nei punti giusti del racconto. Inoltre con questo romanzo ho sicuramente ampliato la mia cultura in fatto di serpenti. Un altro argomento trattato nel romanzo è stato quello della religione. Nel libro vengono infatti, intrecciati alla narrazione dei fatti che riguardano la chiesa bruciata in circostanze misteriose, gestita all'epoca da una strana congregazione e di come essa venerasse i serpenti e li usasse nei riti religiosi.

E voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Oppure vi è capitato di vederlo in libreria? 


venerdì 13 aprile 2018

Recensione: Scrivimi ancora

RECENSIONE

 TITOLO: Scrivimi ancora
AUTORE: Cecelia Ahern
CASA EDITRICE: Rizzoli
COLLANA: Best Bur
PAGINE: 429
PREZZO: 9,90€

Ho iniziato questo libro conoscendo già praticamente tutto ed amandolo in ogni sua parte. Infatti, lo avevo già letto un paio di anni fa e mi era piaciuto veramente tantissimo, invogliandomi a comprare anche il DVD con la trasposizione cinematografica. Ho amato anche il film, come c'era da aspettarsi. Anche se si discosta un po' dal libro, dal film sono riuscita a cogliere le stesse emozioni che mi aveva suscitato il libro. Ogni tanto, almeno una volta ogni due mesi, magari quando la sera voglio un po' di tranquillità mi metto a guardare il film ed ogni volta, puntualmente rimango sorpresa da Rosie ed Alex e dal loro rapporto. Tuttavia, il libro, dopo essere stato letto per la prima volta è stato riposto in libreria e da lì non si è più mosso (escludendo i cambi di posizione a cui sottopongo tutta la mia libreria ogni volta che faccio un nuovo acquisto☺️). Subito dopo aver terminato di leggere Succede (che sono andata anche a vedere al cinema e vi consiglio, FATELO!), avevo iniziato un nuovo libro. Mi trovavo addirittura al sesto capitolo, ma non ero riuscita ad entrare subito nella storia e facevo fatica a leggerlo. Poi passando davanti alla libreria, "Scrivimi ancora" mi ha"chiamato" e sono tipo rimasta a fissarlo, valutando i pro ed i contro di abbandonare la lettura in corso. 
Alla fine ho detto che non era giusto nè nei miei confronti nè in quelli del libro che avevo iniziato di continuarlo a leggere, avendo la testa altrove e rischiando di non apprezzarlo adeguatamente. E così ho ricominciato la lettura di "Scrivimi ancora". Ovviamente, ci sono state molte cose che nella prima lettura mi erano sfuggite o sulle quali, anni fa, non avevo posto l'attenzione o non ero riuscita a comprendere. 

Il libro è fatto in un modo molto insolito, difficile da gestire, ma l'autrice ha dimostrato una grande abilità ed il risultato è assolutamente bellissimo! La storia, infatti, non viene narrata da un narratore, ma viene raccontata attraverso tutti i biglietti, le lettere, le e-mail, le chat, le telefonate che sono state mandate o ricevute dalla protagonista, Rosie Dunne. Attraverso tutti questi elementi ci viene narrata gran parte della sua vita. Inizialmente sono presenti i biglietti che si scambiava con il suo migliore amico Alex e poi mano a mano che cresce la cerchia si allarga ai suoi genitori e a varie persone che incontrerà nel corso della sua vita. 

La vita di Rosie sembra del tutto normale e non mi sarei stupita se l'autrice stesse raccontando una storia vera. Un (possiamo dire) protagonista del libro che però non appare mai è il destino. Mentre mettevo insieme i pezzi della storia di Rosie, come se fosse un grande puzzle, mi sono ritrovata più volte a ridere o ad arrabbiarmi con la tempistica degli eventi: o una cosa succedeva tropo presto, o troppo tardi, in alcuni casi non succedeva affatto, in altri succedeva troppo tardi. 

Alla fine del romanzo mi sembrava di conoscere realmente Rosie e di essere stata presente in tutti i suoi momenti di sconforto ed anche in quelli di gioia. Finito il romanzo, non volevo credere che non avrei più avuto niente da leggere riguardo Rosie e la sua famiglia.

Potrei continuare a parlare di questo libro per ore ed ore ma continuerei sempre a ripetere le stesse cose: bello, stupendo, fantastico, assolutamente bellissimo! Il linguaggio è molto semplice e facile da comprendere, una cosa che mi è piaciuta è che l'autrice ha adattato la scrittura all'età di chi scriveva il messaggio (se ad esempio a scrivere un biglietto era un bambino non mancavano errori grammaticali e verbali). Il finale è assolutamente bello ed adatto a tutto il contesto creato durante il racconto, non preoccupatevi, non deluderà le vostre aspettative... 

C'è qualcuno che ha letto questo libro? Se sì, quale scena vi è piaciuta di più o vi ha fatto più ridere? A me è piaciuta tantissimo la parte dove Rosie raccontava a Ruby (che per chi non avesse letto il libro è una sua amica) lo strano arredamento dell'albergo dove stava facendo il tirocinio. Scrivetemi tutto nei commenti! A presto!



lunedì 2 aprile 2018

Recensione: Succede

RECENSIONE

TITOLO: Succede
AUTORE: Sofia Viscardi
CASA EDITRICE: Mondadori
COLLANA: Oscar Absolute
PAGINE: 286
PREZZO: 13,50€

Ho iniziato questo libro il giorno che ho postato il book hall. L'ho finito di leggere il giorno dopo. Un libro fantastico. Fan-ta-sti-co. F-A-N-T-A-S-T-I-C-O. L'ho comprato perchè come vi avevo già spiegato avevo visto il trailer del film (dal 5 aprile al cinema) e ne ero rimasta totalmente entusiasta. Dalla descrizione in copertina, però, non ero riuscita a capire molto riguardo la storia e così, anche se sicura che mi sarebbe piaciuto ero comunque un po' titubante. 

Appena iniziata la lettura mi sono subito impersonificata nella protagonista e questo, non è una cosa che succede sempre. Quindi, sono subito entrata in sintonia con il modo di scrivere dell'autrice che ha scritto questo libro in modo impeccabile, fresco e giovanile. Il linguaggio era molto semplice ma non scontato, e questa è un'altra cosa che mostra la bravura di uno scrittore.

Il romanzo è suddiviso in due parti. La prima parte mi è piaciuta molto perchè in essa viene proprio narrato il percorso che la protagonista, Margherita, fa per diventare una persona più estroversa e per fidarsi degli altri e non solo della sua migliore amica, Olimpia, e del suo migliore amico, Tom. La vita di Margherita è sconvolta dall'arrivo di un ragazzo Samuele, che si mostra subito interessato a lei. Da qui partiranno una serie di gaff e strafalcioni da parte della "nostra" protagonista che ci faranno sì ridere ma anche riflettere. La protagonista è molto goffa e questo suo aspetto, è secondo me un punto fondamentale del romanzo. Mi spiego: questo romanzo è stato ideato da un'adolescente che ha immaginato come lettori del suo romanzo altri adolescenti, quindi doveva trovare dei tratti comuni in cui tutti gli adolescenti si sarebbero rispecchiati. E adesso ditemi: qual'è la cosa che tutti gli adolescenti direbbero (io compresa) se un giorno qualcuno chiedesse loro di descriversi? Sì, esattamente questo: "Sono un po' goffa, a volte molto. Sono imbranata e molto spesso faccio le mie solite figuracce". E questa è esattamente la descrizione di Margherita.
La seconda parte del romanzo è, però, quella che mi è piaciuta di più. Non vi è rappresentato, infatti, tutti i dialoghi o le vicende dei protagonisti ma sono riportati semplicemente dei passaggi o dei piccoli dialoghi. Attraverso questi ultimi sono espresse tutte le emozioni che si provano quando si è innamorati: felicità, gioia, voglia di ballare, di saltare e di cantare, ma anche il lato che non è spesso riconducibile all'amore ovvero la rabbia, la tristezza, la delusione, la voglia di restare da soli, di metabolizzare tutto quello che ci succede in torno, ed anche la paura, quella di perdere la persona che si ama. Attraverso questa seconda parte, l'autrice, riesce quindi ad entrarci dentro, a farci sentire il "suo" libro il "nostro" libro.

Sono ancora troppo presa da questa lettura che sto scrivendo tutto d'impulso e senza ragionarci sopra: ci sono tantissime cose che vorrei dire ancora riguardo questo romanzo. Ecco, adesso me ne è venuta una in mente: la musica. Nel romanzo, infatti, la musica sembra essere l'unico punto fermo della protagonista. Quando magari è triste oppure ha litigato (ok, basta con gli spoiler) con qualcuno, oppure anche se deve semplicemente studiare, la musica è sempre presente. Così come nella vita di tutti i normali adolescenti.
Un altro argomento che viene affrontato molto nel romanzo è quello riguardante i Social Network, anch'essi presenti nella vita quotidiana di tutti i ragazzi.

In conclusione ripeto che il libro mi è piaciuto tantissimo e che credo che il suo punto di forza sia la "normalità" dei fatti narrati, dove ogni adolescente può ritrovarsi ed immedesimarsi.
Detto ciò, vi saluto e vi ricordo che dal 5 aprile (se non lo aveste ancora capito☺️) sarà disponibile nei cinema il film di Succede.